I principi della pedagogia steineriana - IV parte: sviluppo in settenni

18 Dec 2017

 

Siamo alla chiave di volta della pedagogia steineriana. Gli argomenti precedenti erano necessari per comprendere il principio fondamentale in base al quale secondo Steiner, andrebbe strutturato un intervento educativo consapevole sul bambino: il suo sviluppo in settenni. Come vedremo infatti, le facoltà interiori di pensare, sentire e volere e le quattro parti costitutive dell’essere umano (fisico, eterico, astrale, Io), non seguono nell’arco della vita uno sviluppo casuale, ma anzi molto preciso. Solo tenendone conto è possibile evitare di compiere errori pedagogici che compromettano il futuro del bambino stesso.

 

Perché si parla di settenni? Che cos’ha di speciale questo numero sette? Tanto per cominciare, è stato ormai provato scientificamente che nell’arco di sette anni le cellule del nostro corpo si rigenerano completamente. Non solo, a segnare i passaggi da un settennio all’altro vi sono eventi particolari e riscontrabili nella vita di ciascuno di noi. Cosa accade fisicamente intorno al settimo anno di vita? È il momento in cui si compie la seconda dentizione. E a 14? Ha inizio la maturazione sessuale. Oltre a questi eventi percepibili da chiunque, accadono dentro di noi altri cambiamenti importantissimi di cui Steiner ci parla nel suo primo scritto pedagogico del 1907: L’educazione del bambino dal punto di vista della scienza dello spirito (Opera Omnia 34 - Edizione Antroposofica). Si tratta di un documento indispensabile per lo studio della pedagogia steineriana, che andrebbe periodicamente ripreso e meditato dagli educatori.

Per prima cosa Steiner ci informa che tutte e quattro le parti costitutive dell’essere umano, e non soltanto il corpo fisico, subiscono una fase di gestazione/formazione all’interno di un involucro, seguita da una nascita/liberazione dall’involucro stesso, a cui consegue un periodo di sviluppo di quel determinato corpo. Il fatto è che non si formano, nascono e sviluppano, tutte e quattro nello stesso momento ma seguendo una certa ritmicità: quella appunto scandita dai settenni.

 

 

 

Quindi andando in ordine temporale, per prima cosa abbiamo la formazione del corpo fisico all’interno dell’involucro materno. In questa fase le forze del mondo esterno non possono influire direttamente sulla formazione del corpo fisico, che avviene spontaneamente grazie al costante nutrimento materno. Con la nascita il corpo fisico si libera dall’involucro che l’ha portato a formazione nell’arco di nove mesi e da quel momento inizia la fase del suo sviluppo alla quale stavolta contribuirà direttamente l’ambiente esterno in cui il bambino vive. Quindi il corpo si forma spontaneamente nel suo involucro e si sviluppa poi grazie all’azione di agenti esteriori (clima, educatori, stile di vita, cibo..).

 

A questo punto il corpo fisico è stato liberato e gli altri tre corpi? Steiner ci dice che originano tutti e 4 simultaneamente, ma si liberano poi  nella progressione settennale. Quindi a zero anni, il bambino possiede un corpo fisico liberato ed un corpo eterico, un corpo astrale ed un Io ancora avvolti nel proprio involucro. Il primo settennio, da zero a sette anni, è dedicato sia allo sviluppo del corpo fisico che alla formazione del corpo eterico; quest’ultima dovrebbe avvenire spontaneamente, proprio come è accaduto in precedenza per il corpo fisico all’interno del grembo materno.

 

È proprio partendo da queste prime considerazioni, che la pedagogia steineriana suggerisce di far fare al bambino, nel primo settennio, il maggior numero possibile di esperienze fisiche, pratiche, concrete. È il momento in cui il corpo fisico si sta sviluppando ed è quindi totalmente plasmabile. Più avanti, sarà sempre più difficile acquisire padronanza e scioltezza nei movimenti, perché allora le energie del bambino saranno rivolte allo sviluppo di altri corpi. Sempre questo è il motivo per cui Steiner, nell’abbinare i primi tre settenni di vita alle facoltà interiori dell’uomo, fa corrispondere il primo settennio al volere. È un periodo centrato sull’azione, è il momento giusto per prendere dimestichezza con il proprio corpo fisico. Il bambino  in questo settennio apprende a partire dalla volontà. Egli imita in tutto e per tutto ciò che gli sta intorno: ambiente, stati d’animo, musiche, colori, tutte le impressioni che lo toccano entrano in simbiosi con lui e contribuiscono allo sviluppo del suo corpo fisico.

 

Per fare un esempio: un bambino che nel primo settennio vive circondato da persone ansiose, plasmerà per imitazione il suo stesso respiro ad immagine di quello delle persone che gli sono intorno e respirerà con affanno. Potrebbe addirittura sviluppare l’asma. L’ambiente quindi, entra fin nel corpo fisico del bambino nel corso del primo settennio, per questo è così importante curarlo. Allo stesso modo  è importante l’autoeducazione degli adulti, che sono i suoi naturali modelli di riferimento.

 

Per educare un bambino da zero a sette anni non servono a niente gli ammonimenti verbali, se si vuole che cresca ordinato, lo si circondi di ordine; se non si vuole che dica parolacce, non gliele si facciano udire. Il compito degli educatori nel primo settennio, è proprio quello di fare da filtro alle esperienze che il bambino vive, in quanto lui come una spugna, assorbe tutto senza possibilità di scegliere.

 

Per quanto riguarda l’eterico, il corpo vitale, andrebbe lasciato sviluppare spontaneamente in questo periodo, senza interventi o forzature esterne. Per fare un esempio, nel testo citato del 1907, Steiner afferma che la memoria è una facoltà strettamente connessa al corpo eterico. Nel primo settennio quindi, non andrebbe stimolata direttamente, attraverso richieste o sforzi mnemonici, ma lasciata libera di formarsi da sé.

 

A 7 anni il corpo fisico porta a compimento il grosso del lavoro (naturalmente il bambino continuerà a crescere, ma le forze dentro di lui saranno distribuite mano a mano anche sugli altri corpi e non più solo esclusivamente su quello fisico, come avviene nel primo settennio) e lo manifesta attraverso la seconda dentizione. Contemporaneamente si assiste alla nascita/liberazione del corpo eterico dal proprio involucro e a partire da quel momento, sarà possibile intervenire direttamente sul suo sviluppo, che occuperà il secondo settennio, dai sette ai quattordici anni.

 

Nel frattempo il corpo astrale è ancora avvolto dal suo involucro e si sta formando spontaneamente; non andrebbe quindi sollecitato direttamente dall’esterno, ma lasciato libero di formarsi da sé. Non si dovrebbero quindi condizionare i bambini ad associare determinate sensazioni/emozioni a specifiche situazioni o persone, ma lasciare che possano spontaneamente sentirle nascere in loro. Quello che dovrebbe essere fatto dagli educatori è un lavoro indiretto, dietro le quinte: un predisporre l’ambiente più adeguato affinché le facoltà del bambino possano formarsi correttamente. Per esempio, raccontando loro delle storie in cui il bene è associato a personaggi belli ed il male a figure mostruose. Così il bambino può maturare un sano senso morale. Proprio perché questi principi non vengono considerati, si tende oggi a fare esattamente l’opposto, ed ecco che nelle storie rivolte ai bambini sia in televisione, che al cinema che sui libri, il male non coincide più necessariamente con il brutto e si crea così nell’interiorità del bambino una malsana confusione.

 

Il secondo settennio è associato al sentire, la sfera mediana. Per questo l’insegnamento nelle scuole Waldorf (così chiamate, oltre a scuole steineriane, perché la prima scuola fondata da Steiner nel 1919 a Stoccarda, nacque su richiesta di Emil Molt, il proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria, che la chiese per i figli dei suoi operai) è basato sull’artisticità e ampio spazio viene lasciato anche alle materie artistiche, accanto a quelle tradizionali.

 

Se nel primo settennio la parola chiave era imitazione, nel secondo è autorità: il bambino ha bisogno per un corretto sviluppo del suo corpo vitale, di conformarsi ad un modello scelto liberamente, non imposto. Qui sta l’arte del maestro steineriano, nell’incarnare un modello di uomo che viene amato e stimato per ciò che è, non per quello che sa.

 

A 14 anni si compie lo sviluppo del corpo eterico, che culmina nella maturazione sessuale. Steiner afferma che a questa età è il corpo astrale a liberarsi dal suo involucro, ed ha così inizio il suo periodo di sviluppo, che durerà per tutto il terzo settennio. Nel contempo è l’Io a formarsi all’interno del suo involucro e questo è il motivo per cui, fino alla sua liberazione intorno ai 21 anni, la facoltà di un giudizio proprio non andrebbe stimolata direttamente nel ragazzo ma lasciata maturare spontaneamente attraverso le esperienze della vita. Questo è il settennio collegato alla facoltà del pensare, in cui il ragazzo cerca attivamente la verità nel mondo. È adesso che conta per i ragazzi quello che il maestro stesso sa, perché cercano la verità e vogliono risposte autentiche sulla vita e il mondo. La parola d’ordine del terzo settennio è proprio verità.

 

A 21 anni poi, si dovrebbe avere la liberazione/nascita dell’Io, che continuerà il suo sviluppo per tutta la vita. Per questo in moltissime culture e tradizioni in tutto il pianeta, questa è spesso indicata come soglia di maturazione e raggiungimento della maggiore età.

 

Si conclude così questa intensa parte dedicata alla scoperta dei principi delle pedagogia steineriana. Prossimamente questi stessi principi, verranno messi concretamente all’opera nella strutturazione più dettagliata di un percorso di formazione che tenga conto del reale sviluppo dell’essere umano. Il segreto della pedagogia steineriana è infatti quello di saper dare la cosa giusta al momento giusto, con profonda consapevolezza della vera natura e delle reali esigenze del bambino in ogni fascia d’età.

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