Il ciclo degli Yuga: alla ricerca delle nostre origini

17 Jan 2018

Nel post Astrologia vedica: di cosa si tratta abbiamo visto come il termine vedica si riferisca ai Veda, una raccolta di antiche e sacre scritture indiane che contengono informazioni su tutto lo scibile umano, astrologia compresa. Cerchiamo ora di farci un’idea più chiara sulla loro provenienza: quando e come è stato possibile per l’umanità ricevere questa mole di preziosissime informazioni?

 

Abbiamo già riflettuto in Credere o non credere all’astrologia, sul nostro modo lineare di intendere il tempo e l’evoluzione dell’umanità, secondo la successione: passato-presente-futuro e sulla possibilità di prendere in considerazione anche un altro tipo di visione, quella ciclica proposta dalle filosofie orientali. Approfondiamo questa seconda possibilità, per cercare di comprendere la lontana e misteriosa provenienza dei Veda e delle nostre origini.

 

Il modello a cui faremo riferimento è quello proposto da Swami Sri Yukteswar, illuminato indiano e maestro di Paramahansa Yogananda, vissuto fra il 1855 ed il 1936.

Nell'introduzione del testo La scienza sacra scritta dallo stesso Yukteswar, si legge di come si comportino i corpi celesti secondo l'astronomia orientale. Le lune descrivono un'orbita intorno ai pianeti che a loro volta, ruotando sul proprio asse, girano insieme alle lune intorno al sole.

Il sole, insieme ai pianeti che gli girano intorno e alle loro rispettive lune, ruota intorno alla sua stella compagna doppia, compiendole un giro intorno in circa 24.000 anni terrestri. È questo fenomeno a provocare la precessione degli equinozi e a far sì che il sole sorga nell'arco di 24.000 anni, in ciascuno dei segni zodiacali nei giorni dell'equinozio, seguendo un moto retrogrado nello zodiaco.

Ipotesi sull'esistenza di una stella compagna doppia del sole, sono fra l'altro già state fatte a partire dal 1984 da parte di diversi scienziati. Alcuni l'avrebbero individuata nella costellazione di Idra. In proposito si legga su Wikipedia alla voce Nemesis, come è stata chiamata la stella. Più di recente nel giugno 2017, sulla rivista scientifica della Royal Astronomical Society è stato pubblicato uno studio che proverebbe come tutte le stelle simili al nostro sole nascano effettivamente con una compagna doppia.

 

Ma Sri Yukteswar ci informa che esiste un altro grande centro attorno al quale il sole ruota insieme alla sua stella compagna ed è chiamato la sede di Brahma, il potere creativo.

Quando il sole nel suo tragitto raggiunge il punto più vicino al grande centro, l'equinozio d'autunno entra in Ariete e l'uomo riesce a comprendere tutto, perfino il mistero del mondo spirituale. Dopo 12000 anni, il sole raggiunge il punto opposto, quello più lontano dal grande centro e l'equinozio d'autunno in quel momento cade nel segno zodiacale opposto all'Ariete, la Bilancia. Allora l'intelligenza umana non può comprendere niente di ciò che va al di là della creazione fisica. Poi il sole riprende ad avvicinarsi al grande centro e le virtù umane lentamente aumentano di nuovo nei seguenti 12000 anni, fino a tornare al punto di partenza, con l'equinozio d'autunno in Ariete. In 24000 anni è così compiuto un intero ciclo di Yuga che apporta enormi cambiamenti sia nel mondo materiale che in quello interiore dell'essere umano.

 

Lo sviluppo di dharma, come è definita la virtù mentale umana in sanscrito, avviene per gradi nell'arco di 12000 anni. Partiamo dal punto più lontano dal grande centro, quando il sole all'equinozio d'autunno si trova a sorgere nella costellazione della Bilancia. I 1200 anni nei quali il sole percorre 1/20 della sua orbita sono chiamati Kali Yuga (la cosiddetta Età del Ferro). Dharma, la virtù mentale, è qui al suo primo stadio e manifesta soltanto un quarto, il 25% della sua piena potenzialità. L'uomo può comprendere solo ciò che è più evidente del mondo esteriore. I successivi 2400 anni in cui il sole compie i 2/20 della sua orbita, sono detti Dwapara Yuga (Età del Bronzo). La virtù mentale è al secondo stadio del suo sviluppo e l'intelletto umano è sviluppato al 50%, può ora comprendere anche la materia sottile, cioè le forze elettriche e le corrispondenti proprietà che sono alla base della creazione del mondo. I 3600 anni in cui il sole compie i 3/20 della sua orbita sono chiamati Treta Yuga (Età dell'Argento). Dharma, la virtù mentale è adesso al terzo stadio e l'intelletto umano funziona al 75% del suo pieno potenziale. L'uomo è in grado di comprendere il magnetismo divino, la sorgente delle forze elettriche all'origine della creazione. Infine, i 4800 anni durante i quali vengono percorsi dal sole i restanti 4/20 della sua orbita, sono detti Satya Yuga (la famosa Età dell'Oro). La virtù mentale è al quarto stadio e raggiunge il 100% del suo potenziale. L'intelletto umano può comprendere tutto, perfino Dio.

Ciascuno di questi quattro periodi ha delle fasi di transizione fra uno yuga e l'altro, di durata proporzionale allo yuga stesso. Il Satya Yuga vero e proprio dura 4000 anni, con 400 anni sia di alba che di tramonto, per un totale di 4800 anni. Gli yuga seguenti diminuiscono rispettivamente di 1000 anni nel periodo effettivo e 100 nei momenti di transizione. Il Treta Yuga vero e proprio dura quindi 3000 anni, con 300 anni che lo precedono e altri 300 che lo seguono, 3600 anni in tutto. Il Dwapara Yuga dura 2000 anni, con 200 anni di passaggio sia all'inizio che alla fine, per un totale di 2400 anni ed il Kali Yuga ha una durata di 1000 anni, con 100 anni di alba e 100 di tramonto: 1100 anni complessivi.

La durata totale di questi quattro yuga è 12000 anni e viene chiamato un Daiva Yuga, due Daiva Yuga formano un ciclo completo, chiamato a sua volta Mahayuga. 1000 Mahayuga formano un Kalpa, un giorno di Brahma.

 

Secondo Sri Yukteswar, nell’11501 a.C. l’equinozio d’autunno era nella costellazione dell’Ariete e a partire da quel momento il sole iniziò la sua fase discendente all’interno del Daiva Yuga, allontanandosi progressivamente dal grande centro. Nei 4800 anni impiegati dal sole per compiere lo spicchio discendente del Satya Yuga, l’uomo perse gradualmente la facoltà di comprendere lo spirito. Nei successivi 3600 anni necessari ad attraversare la fase discendente del Treta Yuga, andò persa la facoltà di comprendere il magnetismo divino. Nella fase discendente del Dwapara Yuga, nei seguenti 2200 anni, l’uomo perse la capacità di intendere le forze dell’elettricità. Nel periodo discendente del Kali yuga, durato 1100 anni, il sole raggiunse il punto più lontano dal grande centro e l’equinozio autunnale cadde allora nella costellazione della Bilancia. A quel punto l’uomo non era più capace di intendere nulla che andasse al di là del piano fisico.

 

Il punto più oscuro del Kali Yuga fu raggiunto intorno al 500 d.C. poi il sole riprese a riavvicinarsi lentamente al grande centro. Secondo questi calcoli quindi, la fase ascendente del Kali Yuga sarebbe terminata nel 1699, momento a aprtire dal quale lentamente la comprensione dell’uomo ha iniziato ad espandersi. A questo punto Sri Yukteswar riporta alcuni esempi storici che mostrano questo lento riavvicinarsi a comprensioni più sottili, già nei 200 anni di alba, di transizione dalla fase ascendente del Kali Yuga a quella ascendente del Dwapara Yuga. “Intorno al 1600 d.C., William Gilbert scoprì le forze magnetiche e scoprì che l’elettricità era presente in tutta la materia. Nel 1609 Keplero soprì delle importanti leggi astronomiche, Galileo inventò il telescopio e nel 1621 l’olandese Drebbel inventò il microscopio. Nel 1670 Newton scoprì la legge di gravità e nel 1700 Thomas Savery adoperò una macchina a vapore per sollevare l’acqua. Vent’anni dopo Stephen Gray scoprì gli effetti dell’elettricità sul corpo umano. Nel mondo politico si cominciò a nutrire un certo rispetto per i diritti dell’uomo e la civilizzazione progredì sotto molti profili. L'Inghilterra si unì alla Scozia diventando così un potente regno. Napoleone Bonaparte introdusse un nuovo Codice Civile nell’Europa meridionale. L’America conquistò l’indipendenza e la pace regnò in gran parte dell’Europa. Grazie al progresso scientifico, la terra cominciò ad essere percorsa da ferrovie e linee telegrafiche. Le materie sottili, sebbene la loro natura non fosse ancora chiaramente compresa, trovarono applicazione pratica nella costruzione delle macchine a vapore, dei motori elettrici e di molti altri strumenti.” (La scienza sacra, p.24 –Astrolabio).

Nel 1899 inizieranno i 2000 anni del Dwapara Yuga ascendente vero e proprio e l’uomo comprenderà sempre meglio l’elettricità e le sue caratteristiche. In effetti siamo arrivati oggi giorno ad un uso estremamente diffuso e complesso dell’elettricità. Si stanno ormai producendo macchine elettriche in grado di guidare da sole, come le Tesla.

 

A questo punto Sri Yukteswar si sofferma a spiegare nel dettaglio l’errore di calcolo comparso negli antichi almanacchi, secondo i quali ai tempi in cui lui stava scrivendo, il 1894, si sarebbe ancora stati nel Kali Yuga. L’errore sarebbe subentrato proprio nel momento di passaggio dalla fase discendente del Dwapara Yuga a quella del Kali Yuga, quando il Maharaj Yudhisthira, rendendosi conto che era iniziato il Kali Yuga abdicò e si trasferì sull’Himalaya con i saggi che vivevano alla sua corte. Chi rimase non ebbe il coraggio di annunciare l’infausto periodo appena iniziato e così la durata del periodo venne prolungata, facendo corrispondere ai 1200 anni del Kali Yuga ben 432000 anni terrestri. In seguito le facoltà intellettive umane erano così decadute che non si fu più in grado di comprendere l’errore che venne così perpetrato.

 

In conclusione Sri Yukteswar fa notare che i principi del magnetismo divino verranno compresi soltanto a partire dal 4099 d.C. all’inizio del Treta Yuga, oggi le facoltà intellettive della maggior parte degli uomini non sono in grado di afferrarlo. Secondo i suoi calcoli, l’anno in cui ha scritto La scienza sacra, il 1894, corrisponde al 194 di Dwapara Yuga. Noi oggi saremmo nel 318 di Dwapara Yuga sui 2400 totali.

Paramahansa Yogananda, discepolo di Sri Yukteswar, ha affermato che nel Treta Yuga gli studenti studieranno 5 argomenti alla volta, tanto le facoltà intellettive saranno cresciute.

 

Una riflessione interessante che si può fare tenendo conto di questa visione evolutiva, è pensare a come effettivamente visitando i musei medioevali, si possa constatare quanto gli uomini fossero più bassi nel Kali Yuga. Sappiamo che 500-1000 anni fa l’altezza media era inferiore e così anche la durata della vita.

Tutto questo ha senso se pensiamo a come una maggiore vicinanza del nostro sistema solare al grande centro porti progressivamente più vita sul nostro pianeta. Calando la luce che si riceve dal grande centro, ci si sviluppa meno, sia fisicamente che intellettualmente e la vita si accorcia; avvicinandosi invece si cresce sia di statura che di facoltà mentali e la vita si allunga. È un fatto riscontrabile da chiunque che le nuove generazioni stanno progressivamente crescendo in altezza e che la durata media della vita si stia allungando.

 

Questo spiegherebbe anche le dimensioni megalitiche di molte costruzioni pervenuteci da un passato lontanissimo. In Egitto per esempio, statue ed edifici hanno proporzioni monumentali, senza contare che ancora oggi ignoriamo la tecnologia con cui sono state costruite.

Esistono esempi sparsi su tutto il globo di edifici e mura inspiegabilmente costruiti assemblando enormi massi come fossero stati pongo.

Se consideriamo l’ipotesi che in un lontano passato gli uomini fossero più grandi di noi, sia fisicamente che come conoscenza e comprensione del mondo, possiamo trovare una spiegazione a reperti come le piramidi d’Egitto, Angkor Wat in Cambogia e le statue dell’Isola di Pasqua, solo per citare alcuni esempi.

 

Queste antiche popolazioni potrebbero essere vissute in un’era più evoluta: Dwapara, Treta o addirittura Satya Yuga.

 

L’idea è semplice: più luce, più crescita, più coscienza. Quando riceviamo più luce ci svegliamo.

Il punto più basso fu toccato nel 500 d.C. con la caduta dell’impero romano; lì entrammo nell'età oscura ed infatti i barbari bruciarono le biblioteche.

Nelle età ascendenti c’è progresso, le persone si aprono a verità più alte, ma ci può anche essere caos proprio perché i vecchi sistemi iniziano a dissolversi. Nelle età discendenti c’è enfasi sulla tradizione, si è più conservatori. Adesso stiamo andando in alto e la vita in questo mondo sta cambiando. La visone scientifica sta mutando, filosofia e religione nello stile antico sono ormai molto dogmatiche, hanno idee congelate. Abbiamo una nuova energia che sta arrivando sul pianeta ma tutte le istituzioni e le tradizioni hanno ancora le loro basi nel Kali Yuga. Ecco perché oggi è tutto così difficile, ci troviamo nel mezzo di un inversione di rotta ed il passato è ancora più trainante rispetto all'appena iniziato periodo di ascensione. La maggior parte delle persone si trova ancora legata alle condizioni del Kali Yuga e poche altre, lentamente si stanno risvegliando. Non abbiamo tutti gli stessi ritmi evolutivi, dipende da noi. Bisogna quindi scegliere in quale direzione andare, è un momento particolare per la storia: un nuovo modo di essere sta per nascere. Siamo appena all’inizio di un’era di 2400 anni.

I saggi affermano che in Dvapara Yuga stiamo sconfiggendo il concetto di spazio, mentre in Treta Yuga sconfiggeremo quello di tempo.

 

 

 

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