La Maturità Scolare

Per rispettare appieno i tempi individuali di maturazione di ciascun bambino sarebbe auspicabile in quanto educatori, avere la libertà di pronunciarsi in merito alla possibilità che un bambino incominci la scuola o frequenti ancora per un anno l’asilo.


Nel percorso educativo secondo la pedagogia di Rudolf Steiner, un bambino è indicativamente pronto per la scuola con il cambio dei denti. E’ il fenomeno più visibile che sancisce il passaggio dal I al II settennio, ma non è il solo da tenere in considerazione.

Stabilire quando un bambino è maturo per andare a scuola, è uno dei compiti più delicati che la maestra d’asilo si trova ad affrontare. L’errore di farlo uscire troppo presto dall'asilo infatti, avrebbe su di lui conseguenze negative che si ripercuoterebbero a lungo negli anni.


Purtroppo normalmente è lo stato che decide a seconda della data di nascita, quando un bambino è maturo per la prima classe; il fatto di non tenere conto dell’individualità di ciascuno in quest’ambito, del suo personale ritmo di sviluppo, è molto probabilmente la causa maggiore di disagio scolastico.

Un bambino che viene portato in prima classe precocemente, avrà numerose probabilità di sentirsi inadeguato per buona parte della sua carriera scolastica, se non tutta. Dovrà rincorrere il ritmo degli altri nell'apprendimento e questo solo per parlare dell’aspetto cognitivo. La maturità scolare infatti non è data unicamente dalla prontezza a livello intellettuale, ma anche dal grado di maturazione delle altre sfere che compongo l’essere umano: l’aspetto fisico, sociale ed emotivo.


Per quanto riguarda l’aspetto fisico, ci sono diversi parametri di sviluppo che ci possono indicare la maturità del bambino. Il fatto per esempio, che il corpo nella sua figura complessiva perda quella rotondità tipica del bambino piccolo e inizi a definirsi nel punto vita, nelle caviglie e nei polsi.

Si può notare un’inversione di tendenza nel salto: il bambino piccolo è attratto dalla forza di gravità e ama lasciarsi cadere, saltare in basso. Il bambino maturo per la scuola invece è attratto dalla direzione opposta, vuole salire e salta più frequentemente verso l’alto..

Secondo Steiner il cambio dei denti sta ad indicare che le forze vitali che fino a quel momento il bambino ha impiegato per sviluppare il suo corpo fisico, cresciuto così tanto nel giro di pochi anni, sono adesso “liberate” e disponibili per dedicarsi anche ad un aspetto più cognitivo: al pensare. Bisogna immaginare il bambino come dotato di un tot di energia complessiva; se lo sviluppo potrà svolgersi in modo sano e naturale, quest’energia sarà impiegata nei primi anni per la crescita del corpo fisico e in seguito per il successivo sviluppo intellettuale. Ma se quando è ancora piccolo lo solleciteremo troppo in precoci attività astratte ed intellettuali, vedremo sì che il bambino risponderà bene alle nostre richieste, imparando velocemente tutto ciò che gli proponiamo, ma lo farà a scapito di buona parte di quelle stesse energie che sarebbero state impiegate per lo sviluppo corporeo. Così accade nel bambino precocemente intellettualizzato: le forze vitali vengono letteralmente risucchiate verso la testa e tolte al resto del corpo.

Ho avuto prova evidente di questo fatto, conoscendo molti bambini “intelligenti”, ai quali i genitori avevano già insegnato molto a livello intellettuale e che passavano molte ore davanti a Tv, Pc e videogiochi: avevano tutti la testa più grande del resto del corpo, che era estremamente magro e un incarnato pallido, quasi trasparente.

Nel primo settennio il bambino ha bisogno di fare, di muoversi, di diventare abile nel gestire il suo corpo; una volta che si sentirà bene nella sua corporeità, la potrà impiegare anche per ragionamenti astratti e per imparare tante belle cose a scuola.


Ogni conquista evolutiva dell’essere umano ha il suo momento in cui giunge spontaneamente a maturazione, se ci impuntiamo a voler anticipare forzatamente quel momento, squilibreremo inevitabilmente un delicato equilibrio naturale a scapito di qualcos’altro.

Esistono vere e proprie “prove” cui sottoporre il bambino per verificare il suo grado di maturità scolare ed è molto bello quando, con un lavoro di equipe, si riescono a riunire tutte sotto forma di gioco. Così è stato per la valutazione dei bimbi in età scolare che ho vissuto in asilo.

E’ stata preparata una bella storia da far vivere al bambino da protagonista, facendogli compiere le prove necessarie al raggiungimento dell’obiettivo: trovare una rosa blu in un giardino incantato. C’erano ponti da superare, sassi da saltare, magiche sfere da lanciare. Tutti gesti a cui il bambino era portato sotto forma di gioco fantasioso. Non ci sarebbe niente di più deleterio infatti del sottoporre il bambino a dei test facendolo sentire sotto esame, sarebbe una vera e propria violenza.

Grazie alla storia, si potevano verificare le abilità fisiche del bambino indice di maturità scolare: stare in equilibrio su un piede, camminare su un asse, saltare a piedi uniti, lanciare una palla mirando il bersaglio. Veniva anche osservata la capacità del bambino di seguire un oggetto con lo sguardo; spesso infatti difficoltà nell'imparare a leggere dipendono proprio dal fatto che il bambino si sente perso nel foglio, non sa dove direzionare lo sguardo. La capacità che un bimbo ha nel muoversi astrattamente su un foglio, che sia attraverso il disegno, la lettura o la scrittura, trova infatti corrispondenza nella sua capacità di muoversi nell'ambiente, sono entrambi situazioni di spazialità da gestire: in uno è il proprio corpo nello spazio, nell'altro la propria interiorità in un foglio. Per questo è così importante che il bimbo nel I settennio possa sperimentarsi e sviluppare il proprio movimento; come dice Steiner nella teoria dei 12 sensi, crescendo ci sarà una metamorfosi dei sensi inferiori in quelli superiori, e il senso del movimento si trasformerà nel senso del linguaggio.

Anche il livello di abilità raggiunta nella motricità fine è importante come indice di maturità scolare; il bambino dovrà avere una certa destrezza per imparare a scrivere. In asilo le occasioni non saranno di certo mancate, fin da piccoli infatti si propongono ai bimbi lavori manuali di cucito e tessitura.


La sfera sociale è non meno importante, per potersi relazionare nel migliore dei modi sia con il nuovo maestro che con i compagni di prima classe.

La maestra d’asilo ha occasioni quotidiane per osservare questo aspetto importante di ciascun bambino, sarebbe in particolare auspicabile che un bimbo maturo per la scuola manifestasse cura, interesse ed attenzione per i più piccoli, diventando più tollerante, indulgente, comprensivo e paziente nei loro confronti, dimostrando così di non sentirsi più lui il piccolo della situazione e di aver sviluppato una certa maturità sociale.

Per stimolare quest’aspetto, in asilo si può avviare la tradizione di preparare delle bambole fatte a mano per ciascun bimbo pronto per andare a scuola. Sarà la maestra a valutare quando un bambino è maturo al punto da poter ricevere la sua bambola e prendersene cura.

La bambola sarà realizzata dalla maestra con l’aiuto del bambino e sarà lui a scegliere il colore dei capelli, il nome e i vestiti, che cucirà lui stesso. Una volta pronta, la potrà portare a casa nel finesettimana e riportare di lunedì, mentre alla fine dell’asilo la terrà per sempre con sé.


E’ incredibile come questo gesto faccia affiorare tenerezza anche nei maschietti apparentemente meno sensibili. Vedere un compagno che ha ricevuto la sua bambola, sarà di incentivo per gli altri, che subito ne vorranno una anche per loro, sfoderando così il loro lato materno.

Nei rapporti con gli adulti, i bambini pronti per la scuola non perdono occasione di riprendere e far notare all’adulto se ha sbagliato o si è contraddetto. Allo stesso tempo si sentono associati all’educatore e spesso e volentieri ne sono spontaneamente gli aiutanti.


Per quel che riguarda la sfera emotiva, sarà ancora una volta la maestra a poterne trarre conclusioni in merito, grazie al vissuto quotidiano con i bimbi.

Un bambino ancora fragile emotivamente non è pronto per la scuola, rischierebbe di vivere la nuova situazione con troppa ansia e preoccupazione e, soprattutto se inserito in una scuola pubblica, vivrebbe la vita scolastica con ansia da prestazione, sentendosi continuamente giudicato.

I bambini piccoli manifestano in modo altalenante e repentino le loro emozioni, possono piangere e disperarsi da un momento all’altro e in breve tempo tornare a sorridere. Il bambino maturo per la scuola invece, inizia a provare sentimenti più profondi e duraturi. Se si sente ferito può mettersi da parte e soffrire in silenzio; è attratto dai segreti e spesso li bisbiglia ai propri amici. È in grado di escogitare trucchi dimostrando furbizia.

L’ultima parola, la decisione finale, naturalmente spetta ai genitori. In caso di indecisioni dall’una o dall’altra parte (maestra o genito