Egitto

24 May 2018

Negli ultimi quattro anni siamo stati in Egitto tre volte: nel 2014, nel 2015 ed il mese scorso.

 

A Marsa Matruh abbiamo scoperto il lato dell’Egitto che si affaccia sul Mediterraneo: il mare è turchese come potete vedere dalle foto e la spiaggia lunga, larga e ricoperta di una finissima sabbia bianca, insomma un vero paradiso.

Abbiamo fatto un’escursione nell’oasi di Siwa, un luogo assolutamente affascinante e fuori dal tempo a 300 km dalla costa mediterranea e vicino al confine con la Libia. Essendo situata a 18 m sotto il livello del mare, è molto ricca di acque e produce ottimi datteri in gran quantità.

Questa stessa acqua viene anche imbottigliata da una ditta italo-egiziana e distribuita in gran parte dell’Egitto.

Conta circa 15.000 abitanti, tutti parlanti la lingua berbera.

Nell’antichità Siwa era famosa per il tempio dedicato al Dio Sole che ospitava un celebre oracolo.

La città di Marsa Matruh sorge sul mare ed è una rinomata località turistica balneare per gli egiziani. Conta quasi 70.000 abitanti.

Un sito particolare nelle vicinanze è la cosiddetta spiaggia di Cleopatra, dove si trova il bagno di Cleopatra: una grande roccia scavata dall’acqua al cui interno si trova una piscina naturale dove si dice che la regina amasse rilassarsi. Lì accanto sorge uno scoglio che ricorda per la forma la Sfinge.

A Marsa Alam invece abbiamo potuto ammirare l’intenso blu del Mar Rosso e partire da lì per una splendida escursione verso il Nilo e i monumenti di Luxor, Karnak e la Valle dei Re.

Sono siti pazzeschi per le loro dimensioni e l’atmosfera estremamente suggestiva che ti riporta indietro nel tempo di migliaia di anni.

Per me che studio Astrologia Vedica è stata la prova che quelle costruzioni risalgano alla cosiddetta Età dell’Oro (per approfondire questa tematica si veda l’articolo sul Ciclo degli Yuga).

Lo scorso aprile infine ci siamo letteralmente immersi nella barriera corallina della spiaggia di Abu Dabab, scoprendo un vero e proprio giardino sommerso ed incontaminato, popolato da svariatissimi pesci colorati.

Abbiamo anche incontrato il Dugongo, anche detto Vacca marina, un mammifero oggi a rischio di estinzione. Il Dugongo può superare i 3 metri di lunghezza e pesare fra i 400 ed i 500 kg. È un erbivoro e bruca le piante marine nelle acque più basse dove non può essere raggiunto dai predatori.

Con una jeep siamo poi entrati nel deserto roccioso, raggiungendo un villaggio beduino in cui allevavano dromedari e caprette.

Il caffè che bevono viene aromatizzato con zenzero: davvero delizioso! Così come è squisito il pane senza lievito che preparano le donne beduine.

Arrampicandosi un po’ è stato possibile godere da lì di un bellissimo tramonto.

Speriamo di avervi fatto venire voglia di visitare questo bellissimo Paese, in cui fra l’altro molti egiziani parlano un ottimo italiano!

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