Tour Toscana-Umbria-Lazio-Abruzzo

27 Nov 2019

A distanza di due mesi dal bellissimo viaggio in Sardegna abbiamo deciso di proseguire l’esplorazione di antichi e misteriosi siti dalle alte frequenze energetiche in centro Italia, concentrandoci in particolare sulle mura poligonali. Personalmente non ero affatto a conoscenza che in Italia ci fossero così tante inspiegabili costruzioni, benché abbia conseguito un Diploma Universitario in Operatore dei Beni Culturali ad indirizzo storico-artistico. Purtroppo questi siti vengono tenuti in qualche modo in ombra, nonostante come vedrete dai video e dalle immagini si tratti di luoghi veramente incredibili.

 

Abbiamo dedicato a questo tour 13 giorni, dal 7 al 19 settembre e percorso circa 2.700 km. Siamo stati letteralmente baciati dal sole, abbiamo sempre goduto di splendide giornate calde e soleggiate, l’unico giorno di pioggia l’abbiamo trovato al rientro!

 

L’avventura è iniziata in Toscana con la visita alle ciclopiche mura di Roselle. Prima di raggiungerle si percorrono i resti di un’antica città con stupendi mosaici ai pavimenti. Il comune denominatore di questi luoghi “cintati” è la posizione sopraelevata che domina un panorama spettacolare.

 

 

Grazie alla gentile ospitalità di un amico abbiamo potuto scoprire siti archeologici sconosciuti sul suo terreno. Questo dimostra come già avevamo constatato in Sardegna, che l’Italia è davvero zeppa di costruzioni antichissime che ancora non si riescono a spiegare e che purtroppo rimangono abbandonate e dimenticate. Studiarle e portarle alla luce ci permetterebbe di ricostruire un quadro più completo e realistico sulle nostre vere origini.

 

 

Pitigliano e le vie cave nei suoi dintorni sono sempre suggestive e ci siamo ritornati volentieri (le avevamo già visitate 3 anni fa). Anche le Terme di Saturnia sono una tappa imperdibile se ci si trova nei dintorni!

 

 

 

Dalla Toscana ci spostiamo in Lazio e visitiamo fuori-programma la Civita di Bagnoregio, un piccolo borgo in cima ad una montagna di tufo che sembra veramente uscito dalle favole. Ne valeva davvero la pena. Mirko aveva intravisto qualche foto in passato ed una barista sul Lago di Bolsena ci ha consigliato di andare a visitarla già che eravamo in zona.

 

 

 

Mèta ambita era invece la “piramide di Bomarzo” ma è stata veramente un’avventura trovarla. Le indicazioni ricevute dal cameriere di un ristorante risultavano complicate da comprendere, lui stesso ci ha confermato che si tratta di un posto difficile da raggiungere anche per chi è della zona. Ci siamo subito disorientati, prendendo strade che finivano nel nulla all’interno del bosco. Mentre cercavamo nuove vie un signore che stava correndo ci è passato di fianco e abbiamo chiesto a lui informazioni. Lui sapeva bene dove si trovasse ma anche in questo caso ricordare e cogliere tutte le indicazioni sembrava veramente difficile. Oltretutto il signore ci ha detto che spesso si ritrova ad accompagnare i soccorritori che vanno a cercare persone disperse proprio nel tentativo di raggiungere la piramide. Ci siamo comunque diretti al punto in cui ci era stato indicato di lasciare la macchina ma poi…? Beh, abbiamo visto di nuovo arrivare verso di noi lo stesso signore di corsa che si è gentilmente offerto di accompagnarci “Lei è un angelo!” gli ho detto piena di gratitudine e lui “Sì, mi chiamo proprio Angelo!”. Queste sono quelle meravigliose sincronicità che ti fanno capire di non essere solo e che ti trovi veramente nel posto giusto.

Angelo ci ha così guidati non solo alla scoperta dell’eccezionale piramide di Bomarzo, che mi ha subito riproiettata per il contesto a due anni fa in Cambogia ma ci ha anche mostrato una incredibile costruzione di pietra, come fosse una gigantesca domus de janas, in mezzo al bosco e un’altra bellissima via cava.

 

 

 

Quello stesso giorno verso sera ci siamo spostati in Umbria per visitare Amelia con le sue mura poligonali che abbracciano la città e sistemarci poi in un campeggio sul lago di Piediluco, sulle cui rive sorgono montagne dalla forma decisamente piramidale.

 

 

Una sosta che ho desiderato fortemente è stata quella alla cascata delle Marmore, mi ha veramente emozionata. La natura rigogliosa, la potenza e la meraviglia dell’acqua, la sensazione di pulizia e limpidezza nel ricevere le goccioline nebulizzate ai piedi delle cascate, l’arcobaleno… Uno scenario indimenticabile.

 

Dall’Umbria siamo tornati in Lazio per visitare Grotte di Torri, dove si trova una costruzione che sorge proprio su mura poligonali in mezzo ad un campo.

 

Ci siamo poi diretti in Abruzzo e abbiamo sostato ad Avezzano, in attesa di visitare Alba Fucens il giorno seguente. Dell’Abruzzo conoscevo soltanto la costa, ero stata una volta a Pescara. L’interno mi ha sorpresa, ne sono rimasta affascinata. Alba Fucens è abbracciata dal monte Velino che domina sullo sfondo e contiene uno scrigno di antichità, la più spettacolare delle quali è il triplice portale, che Mirko ha giustamente comparato a Machu Picchu in Perù.

 

 

Dall’Abruzzo siamo tornati in Lazio per sostare prima a Ferentino, che è interamente costruita su mura poligonali e poi ad Alatri, che vanta una doppia cinta muraria poligonale e un portale ciclopico che lascia a bocca aperta. Un posto veramente energetico.

 

 

 

 

Abbiamo trascorso una notte in campeggio a Terracina, godendo ancora della splendida spiaggia da cui si può ammirare il Circeo affacciarsi sul mare.

 

La visita a San Felice Circeo è stata affascinante per il paesaggio ma ci siamo ritrovati a dover fare la caccia al tesoro al sentiero che conduce alle mura poligonali, nonostante sui cartelli all’interno del parco fosse chiaramente segnato.

 

 

 

Sostiamo ad un altro campeggio, questa volta inserito in una splendida pineta a Nettuno.

 

Il giorno successivo ci siamo diretti a Norba, altra posizione mozzafiato, portali ciclopici e tanta energia. Posso solo consigliarvi di guardare il video, le immagini parlano da sole.

 

 

 

Da Norba a Segni, con altri giri di mura poligonali e portali spettacolari da una posizione dominante sul paesaggio sconfinato.

 

 

Ma perché costruire tutto questo? Lo scopo prettamente militare non ci convince perché in alcuni casi le mura si sviluppano a raggera e non in cerchio ed in altri affacciate su rocce a strapiombo che già rappresentano una difesa. Inoltre la tecnica di costruzione poligonale non è più stata impiegata in altri contesti, il che la rende unica e misteriosa. Costruzioni poligonali compaiono anche in Perù, Grecia, Turchia, Egitto, Cambogia, Isola di Pasqua, Giappone. L’ipotesi che abbiamo fatto è che si tratti di una struttura volta a mantenere un certo livello di energia nello spazio da essa delimitata, una sorta di protezione energetica insomma.

A Castel San Pietro Romano ancora lo stesso copione: paesaggio mozzafiato, cinte murarie poligonali e tanta bella energia.

 

Ultimo sito visitato in Lazio è stato il castello a Pyrgi, costruito su mura poligonali che terminano direttamente in mare.

In Toscana siamo tornati a visitare Cosa, dove avevamo visto per la prima volta tre anni fa le gigantesche mura poligonali. Sono veramente impressionanti.

 

Abbiamo rivisto Orbetello, anch’essa costruita in parte su mura poligonali.

 

Per concludere con un po’ di relax sulla spiaggia della Giannella, accanto al campeggio in cui ci siamo sistemati per l’ultima notte.

 

 

La mattina della partenza abbiamo ancora vissuto una bella emozione nello scoprire il cosiddetto “spacco della Regina” sempre nei pressi di Cosa. Siamo letteralmente entrati dentro una montagna, sembrava di stare al centro della terra.

 

In conclusione non possiamo che consigliarvi la visita ad uno o più dei siti scoperti nel corso di questo tour in centro Italia. Sono luoghi che oltre ad aprire la mente a nuove domande sulle nostre origini ci possono caricare di energia ed essere da supporto nel cammino evolutivo.

 

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