Tour Toscana-Umbria-Lazio-Abruzzo


A distanza di due mesi dal bellissimo viaggio in Sardegna abbiamo deciso di proseguire l’esplorazione di antichi e misteriosi siti dalle alte frequenze energetiche in centro Italia, concentrandoci in particolare sulle mura poligonali. Personalmente non ero affatto a conoscenza che in Italia ci fossero così tante inspiegabili costruzioni, benché abbia conseguito un Diploma Universitario in Operatore dei Beni Culturali ad indirizzo storico-artistico. Purtroppo questi siti vengono tenuti in qualche modo in ombra, nonostante come vedrete dai video e dalle immagini si tratti di luoghi veramente incredibili.


Abbiamo dedicato a questo tour 13 giorni, dal 7 al 19 settembre e percorso circa 2.700 km. Siamo stati letteralmente baciati dal sole, abbiamo sempre goduto di splendide giornate calde e soleggiate, l’unico giorno di pioggia l’abbiamo trovato al rientro!


L’avventura è iniziata in Toscana con la visita alle ciclopiche mura di Roselle. Prima di raggiungerle si percorrono i resti di un’antica città con stupendi mosaici ai pavimenti. Il comune denominatore di questi luoghi “cintati” è la posizione sopraelevata che domina un panorama spettacolare.


Grazie alla gentile ospitalità di un amico abbiamo potuto scoprire siti archeologici sconosciuti sul suo terreno. Questo dimostra come già avevamo constatato in Sardegna, che l’Italia è davvero zeppa di costruzioni antichissime che ancora non si riescono a spiegare e che purtroppo rimangono abbandonate e dimenticate. Studiarle e portarle alla luce ci permetterebbe di ricostruire un quadro più completo e realistico sulle nostre vere origini.

Pitigliano e le vie cave nei suoi dintorni sono sempre suggestive e ci siamo ritornati volentieri (le avevamo già visitate 3 anni fa). Anche le Terme di Saturnia sono una tappa imperdibile se ci si trova nei dintorni!

Dalla Toscana ci spostiamo in Lazio e visitiamo fuori-programma la Civita di Bagnoregio, un piccolo borgo in cima ad una montagna di tufo che sembra veramente uscito dalle favole. Ne valeva davvero la pena. Mirko aveva intravisto qualche foto in passato ed una barista sul Lago di Bolsena ci ha consigliato di andare a visitarla già che eravamo in zona.


Mèta ambita era invece la “piramide di Bomarzo” ma è stata veramente un’avventura trovarla. Le indicazioni ricevute dal cameriere di un ristorante risultavano complicate da comprendere, lui stesso ci ha confermato che si tratta di un posto difficile da raggiungere anche per chi è della zona. Ci siamo subito disorientati, prendendo strade che finivano nel nulla all’interno del bosco. Mentre cercavamo nuove vie un signore che stava correndo ci è passato di fianco e abbiamo chiesto a lui informazioni. Lui sapeva bene dove si trovasse ma anche in questo caso ricordare e cogliere tutte le indicazioni sembrava veramente difficile. Oltretutto il signore ci ha detto che spesso si ritrova ad accompagnare i soccorritori che vanno a cercare persone disperse proprio nel tentativo di raggiungere la piramide. Ci siamo comunque diretti al punto in cui ci era stato indicato di lasciare la macchina ma poi…? Beh, abbiamo visto di nuovo arrivare verso di noi lo stesso signore di corsa che si è gentilmente offerto di accompagnarci “Lei è un angelo!” gli ho detto piena di gratitudine e lui “Sì, mi chiamo proprio Angelo!”. Queste sono quelle meravigliose sincronicità che ti fanno capire di non essere solo e che ti trovi veramente nel posto giusto.

Angelo ci ha così guidati non solo alla scoperta dell’eccezionale piramide di Bomarzo, che mi ha subito riproiettata per il contesto a due anni fa in Cambogia ma ci ha anche mostrato una incredibile costruzione di pietra, come fosse una gigantesca domus de janas, in mezzo al bosco e un’altra bellissima via cava.


Quello stesso giorno verso sera ci siamo spostati in Umbria per visitare Amelia con le sue mura poligonali che abbracciano la città e sistemarci poi in un campeggio sul lago di Piediluco, sulle cui rive sorgono montagne dalla forma decisamente piramidale.