L’arcobaleno Invisibile


Segue il riassunto del libro “The Invisible Rainbow – A history of electricity and life” di Arthur Firstenberg


Access English Summary here


L’arcobaleno invisibile: Una storia dell’elettricità e della vita

di Arthur Firstenberg


Nota del traduttore italiano


Dopo aver trovato e letto questo documento, ho ritenuto importante tradurlo il prima possibile perché le informazioni contenute hanno una particolare pertinenza con quanto sta vivendo il mondo in questo momento storico.

Leggendo il documento si potrebbe però avere l’impressione che l’elettricità sia il maggiore di tutti i mali. In realtà, come ogni cosa, anche l’elettricità, se usata con giudizio e cognizione di causa, può portare benefici per la salute. Nell’ultimo secolo e mezzo sono state fatte tante ricerche in merito, ottenendo in molti casi risultati stupefacenti. Vale il seguente confronto: fare una doccia è generalmente un’attività salutare, ma mettersi sotto le cascate del Niagara è certamente mortale. Non possiamo però concluderne che l’acqua in sé come fenomeno è un assoluto portatore di morte. Dipende dalla modalità in cui la utilizziamo. Sono fortemente convinto che lo stesso valga per l’elettricità.

Per il lettore interessato, consiglio la lettura del libro “Electrical Healing and the Violet ray” che può essere scaricato gratuitamente a questo link e che elenca tutti i successi ottenuti negli ultimi 3 secoli nell’applicazione coscienziosa, moderata e correttamente dimensionata dell’elettricità ai disturbi di salute.


Mirko Kulig, 25.03.2020


Introduzione

Sull’autore

Arthur Firstenberg è uno scienziato e giornalista che è in prima linea nel movimento globale impegnato ad abbattere il tabù sul tema degli effetti dei campi elettromagnetici sugli esseri viventi. Dopo essersi diplomato in matematica all’Università di Cornell, ha frequentato l’Università della California, Irvine School of Medicine dal 1978 al 1982. Ha dovuto interrompere la sua carriera medica a causa di problemi di salute derivanti da overdose da raggi X. Negli ultimi 37 anni è stato ricercatore, consulente e conferenziere sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute e sull’ambiente, come pure un praticante di diverse arti curativa.

Sul libro

Questo libro straordinariamente ben documentato è una pietra miliare nel senso che traccia l’utilizzo dell’elettricità nella nostra civilizzazione in relazione alla sua interazione con gli organismi viventi, dalla sua scoperta iniziale negli anni 1740 fino ai giorni nostri, con una possibile proiezione nel futuro. Da notare il fatto che il titolo si riferisce all’intero spettro elettromagnetico comprendente i colori dell’arcobaleno come pure le frequenze invisibili quali le frequenze radio ed i campi che si generano intorno ad un filo conduttore.


Prima parte

Dall’inizio…

  • Catturata in una bottiglia

Nel 1746 ci furono le prime scoperte sull’elettricità in Europa. L’esperimento di Leyden consisteva nel rivelare il fluido elettrico sfregando la mano su di un globo di vetro che ruotava rapidamente sul suo asse. L’elettricità statica prodotta in questo modo faceva una grande impressione nelle scuole, nelle fiere e sulle persone che avevano i mezzi economici per acquistare l’apparecchio, producendo archi elettrici o brevi scosse elettriche. Il fenomeno era così popolare che non era socialmente accettabile suggerire che l’elettricità potesse essere pericolosa, malgrado il fatto che le scosse causavano mal di testa, sangue dal naso e stanchezza in alcuni sperimentatori e negli animali usati nei test. La società era pervasa da elettromania e gli esponenti più appassionati ad avere un elettroshock in buona compagnia tra un bicchiere di champagne e l’altro cominciarono a mostrare sintomi dannosi. Malgrado ciò, l’establishment medico si munì di una bottiglia di Leida (l’antenato del condensatore) con lo scopo di fare esperimenti medici sull’aborto ed altre applicazioni.

In questo modo emerse un campo completamente nuovo di conoscenza riguardo agli effetti dell’elettricità sulle persone, sulle piante e sugli animali – conoscenza che allora era molto più ampia rispetto a quella dei medici contemporanei, i quali vedono giornalmente gli effetti dell’elettricità senza riconoscerli per quello che sono, e che generalmente ignorano l’esistenza stessa di queste conoscenze.

  • Il sordo sente, lo zoppo cammina

Notando gli effetti raramente positivi e molto più spesso negativi dell’applicazione di voltaggi elettrici ad organismi viventi, i ricercatori ed i medici conclusero che gli organismi viventi fanno uso dell’elettricità. Vennero sviluppate delle cure che utilizzavano l’elettricità, come per esempio nel 1851 quando il neurologo Duchenne curò decine di pazienti con l’applicazione locale di impulsi elettrici. Vennero fatti esperimenti da Volta ed altri ricercatori nel mondo occidentale che mostrarono come il sistema nervoso, quello cardiaco, quello cardiovascolare, quello gustativo ed altri sistemi potessero essere stimolati dall’utilizzo di elettricità prodotta da una coppia galvanica. Fu scoperto che il numero di effetti curativi era significativamente inferiore di quelli dannosi, che includevano i sintomi dell’elettrosensibilità (ES) conosciuta oggi, quali mal di testa, capogiri, nausea, confusione mentale, stanchezza, depressione, insonnia, ecc.

  • Sensibilità elettrica

Il botanico francese Thomas-François Dalibard, che fece esperimenti elettrici con organismi viventi, confidò in una lettera a Benjamin Franklin datata 1762 che non era in grado di continuare il suo lavoro perché il suo corpo aveva sviluppato un’intolleranza all’elettricità. Fu uno dei primi uomini ad essere ufficialmente dichiarato elettroipersensibile (EHS). Se si legge il suo resoconto, è chiaro che questo botanico deve esserne stato affetto in modo grave. Altri professori e ricercatori ebbero la stessa esperienza e furono obbligati ad interrompere il loro lavoro. Pure il famoso Benjamin Franklin contrasse una malattia neurologica durante le sue ricerche sull’elettricità a partire dal 1753, ed i sintomi ricordavano quelli dell’elettroipersensibilità. Tutto ciò portò, alla fine del diciottesimo secolo, al riconoscimento del fatto che l’elettricità poteva far ammalare le persone, a seconda del sesso, della morfologia e delle condizioni fisiche dell’individuo. In modo simile era stato osservato che alcuni individui reagivano fortemente ai cambiamenti del tempo, che spesso erano correlati a cambiamenti elettrici nell’atmosfera. I nomi di alcuni di questi individui sono famosi ancora oggi – tra questi Cristoforo Colombo, Dante, Charles Darwin, Benjamin Franklin, Goethe, Viktor Hugo, Leonardo da Vinci, Martin Lutero, Michelangelo, Mozart, Napoleone, Rousseau e Voltaire.

  • La strada non intrapresa

Durante gli anni 1790 la scienza ebbe una crisi d’identità riguardo l’interpretazione e l’unificazione dei quattro fluidi: elettricità, luce, magnetismo e calore. In riferimento all’elettricità, da un lato c’era Luigi Galvani, che considerava l’elettricità come parte integrante dell’organismo vivente, e dall’altra c’era la teoria di Volta secondo la quale l’elettricità era solo un effetto secondario delle reazioni chimiche interne dell’organismo vivente. Volta, l’inventore della batteria elettrica che aveva il potenziale di diventare una miniera d’oro, vinse la discussione contro la visione più globale dell’interazione tra elettricità e organismo vivente.

  • Malattia elettrica cronica

A partire dalla fine del diciannovesimo secolo i territori urbani vennero trasformati dall’istallazione delle linee telegrafiche in tutti i paesi industrializzati. Questa tecnologia utilizzava voltaggi nell’ordine di 80 Volt in un singolo conduttore, con il ritorno che passava attraverso la terra.

In quel periodo emersero le prime correnti “randagie” a cui gli esseri viventi erano esposti. Fu allora che apparvero le malattie della civilizzazione quali la neurastenia, che afflisse Frank Lloyd Wright e Theodor Roosevelt, oltre ad altri personaggi famosi. È importante notare che la neurastenia è molto simile all’elettroipersensibilità, il termine più moderno per lo stesso disturbo di sensibilità all’elettricità.

Circa la metà dei telegrafisti impiegati per manipolare l’elettricità inviata attraverso le linee, e quindi esposti a campi elettromagnetici molto forti, erano affetti dalla malattia telegrafica. Nuovamente, i sintomi erano gli stessi dell’EHS. Più tardi, intorno al 1915, gli operatori telefonici cominciarono a vivere gli stessi sintomi, perché erano esposti per ore ai campi elettromagnetici dei sistemi di comunicazione. Nel 1989, si rilevò che a Winnipeg il 47% degli operatori telefonici soffrivano degli stessi sintomi.

Ma nel 1894 il famoso psichiatria viennese Sigmund Freud scrisse un articolo il cui effetto fu disastroso per tutti gli sfortunati che soffrivano della malattia telegrafica, la neurastenia, la sindrome delle microonde o EHS. Piuttosto di riconoscere la causa esterna – che era l’inquinamento elettromagnetico – attribuì questi sintomi a pensieri disordinati e ad emozioni mal controllate. Il risultato è stato che oggi milioni di cittadini affetti dallo smog elettromagnetico vengono curati con medicine invece di ridurre la loro esposizione a questo inquinante. Sigmund Freud rinominò la neurastenia – che era risaputo essere causata dall’elettricità – in ansia neurotica, attacco di ansia o attacco di panico. Questo permise alla sconsiderata elettrificazione di continuare senza intoppi.

Va notato il fatto che in Russia la neurastenia è catalogata come malattia ambientale, perché la ridefinizione dannosa di Freud fu rigettata.

  • Il comportamento delle piante

Sir Jagadis Chunder Bose e altri ricercatori condussero numerosi esperimenti elettrici su piante ed altri organismi viventi, i cui risultati mostravano effetti chiari. Scoprì che i nervi di piante ed animali mostrano comportamenti variabili e che la loro resistività può variare considerevolmente, a seconda dell’applicazione della corrente e della sua polarità. Notò pure che l’intensità di corrente necessaria per modificare la conduttività dei nervi è infinitesimale in termini di voltaggi applicati – nell’ordine di 0.3 microampère (0.3 x 10-6). Questa corrente è significativamente inferiore alla corrente indotta tramite una conversazione telefonica mentre si usa un telefono cellulare. Bose scoprì anche che la soglia dell’attività biologica di una corrente e di 1 femtoampère (1 x 10-15)! Visto che era anche pratico di trasmissioni radio, fece esperimenti in cui una pianta veniva esposta ad un segnale radio di 30 MHz ad una distanza di circa 200 metri, e scoprì che la crescita della pianta veniva ritardata durante il tempo di emissione. Mostrò inoltre che la circolazione della linfa della pianta rallentava quando questa veniva irradiata dallo stesso segnale radio.

  • Malattia elettrica acuta

Durante gli anni 1880, Londra era rifornita con corrente continua, ma alcuni fisici avevano scoperto che la distribuzione di corrente alternata generava minore perdita Ohmica nei fili. Ne seguì la guerra delle correnti malgrado il fatto che molti scienziati, tra cui Edison, criticavano fortemente gli effetti pericolosi della corrente alternata. Ironicamente è proprio il fatto che la corrente alternata è più pericolosa che ha fatto sì che venga utilizzata nella sedia elettrica. E, come tutti sappiamo, la corrente elettrica nella rete di distribuzione è … alternata!

Nel 1889 gli Stati Uniti vissero il processo di elettrificazione in grande scala e, poco dopo, ciò avvenne in Europa. Quello stesso anno, quasi per caso, i dottori subirono un’inondazione di casi di influenza che, fino ad allora, erano stati solo poco frequenti. I sintomi delle vittime erano di natura neurologica, simili alla neurastenia, e non includevano disturbi di respirazione. La pandemia durò 4 anni e uccise almeno un milione di persone.

Nel 2001, l’astronomo canadese Ken Tapping mostrò che le pandemie di influenza negli ultimi 3 secoli erano correlate con i picchi dell’attività magnetica solare in un ciclo di 11 anni. È stato pure scoperto che alcune ondate di influenza si diffusero su ampie aree in pochi giorni – un fatto difficilmente spiegabile tramite contagio da una persona ad un’altra. Inoltre, numerosi esperimenti che tentarono di provare il contagio diretto tramite contatto, gocce di muco ed altri processi si sono dimostrati infruttuosi.

Dal 1933 ad oggi i virologi non sono stati in grado di presentare alcuna prova sperimentale che l’influenza si diffonda tramite il contatto ordinario tra le persone. Tutti i tentativi di fare ciò sono falliti.

  • Il mistero dell’isola di Wight

Nel 1904 le api cominciarono a morire sull’isola di Wight (Inghilterra n.d.T.) in conseguenza all’istallazione di trasmettitori radio da parte di Marconi. Questi trasmettitori lavorano con frequenze vicine ai megahertz.

Dall’altra parte del Canale della Manica, Jacques-Arsène d’Arsonval mostrò che i segnali elettromagnetici “acuti e uncinati” sono molto più tossici dei segnali sinusoidali.

La verità era che dopo un anno e mezzo di sperimentazioni con trasmettitori radio, Marconi, all’età di 22 anni e in piena salute, cominciò a sviluppare delle febbri. Questi attacchi continuarono per il resto della sua vita. Nel 1904, mentre lavorava per costruire un trasmettitore sufficientemente potente per la comunicazione transatlantica, queste febbri divennero così intense che si pensava fossero malaria. Nel 1905 sposò Beatrice O’Brien e dopo la loro luna di miele, si sistemarono sull’isola vicino al trasmettitore. Non appena Beatrice si trasferì sull’isola, cominciò ad avere l’acufene. Dopo 3 mesi si ammalò gravemente di itterizia. Dovette tornare a Londra per partorire un bambino che visse solo alcune settimane e morì per “cause sconosciute”. Durante lo stesso periodo, Marconi soffrì per parecchi mesi di febbre e delirio. Tra il 1918 ed il 1921 soffrì di depressione suicida mentre lavorava ad un trasmettitore a onde corte. Nel 1927, mentre era in luna di miele del suo secondo matrimonio, collassò a causa di dolore al petto e gli furono diagnosticati seri disturbi cardiaci. Tra il 1934 ed il 1937, mentre sviluppava la tecnologia a microonde, ebbe 9 infarti. L’ultimo lo uccise all’età di 63 anni.

Sulla stessa isola, a Osborne House, la Regina Vittoria soffrì di emorragia cerebrale e morì la sera del 22 gennaio 1901, proprio mentre Marconi istallava un nuovo trasmettitore a meno di 13 miglia di distanza.

Nel 1901 c’erano “solo” 2 trasmettitori, mentre nel 1904 ce n’erano 4, rendendo l’isola il luogo più irradiato del pianeta, e causando la morte di tutte le api. Nel 1906 una indagine mostrò che il 90% delle api erano scomparse senza una ragione apparente. Vennero portate sull’isola nuove colonie, ma anche queste perirono entro una settimana.

Questa epidemia si diffuse in tutta l’Inghilterra e poi in tutto il mondo occidentale, per poi stabilizzarsi gradualmente, finché gli eserciti si equipaggiarono con vari trasmettitori radio ad alta potenza verso la fine della Prima Guerra Mondiale – scatenando (come abbiamo visto) la pandemia dell’Influenza spagnola nel 1918 che cominciò in realtà negli Stati Uniti, alla scuola Naval Radio School di Cambridge, Massachusetts, con 400 casi iniziali. Questa epidemia si diffuse rapidamente a 1’127 soldati a Funston Camp (Kansas) dove erano stato installate connessioni wireless. Ciò che incuriosiva i dottori era che mentre il 15% della popolazione civile soffriva di sangue dal naso, tra i soldati della Navy era il 40%. C’erano anche altri tipi di emorragie, e in un terzo di coloro che morirono furono constatate emorragie nei polmoni e nel cervello. Di fatto era cambiata la composizione del sangue, con tempi di coagulazione misurati in più del doppio del normale. Questi sintomi sono incompatibili con gli effetti dei virus dell’influenza respiratoria, ma totalmente allineati con i devastanti effetti dell’elettricità. Un’altra incongruenza era che due terzi delle vittime erano giovani in salute. Un’ulteriore sintomo atipico per un’influenza era che il battito cardiaco rallentava a livelli tra 36 e 48, un sintomo comune nell’esposizione a campi elettromagnetici. Inoltre era possibile curare con successo alcuni malati con dosi massicce di calcio.

Il medico militare Dr. George A. Soper testimoniò che il virus si diffondeva più rapidamente del movimento delle persone. Vennero fatti vari esperimenti nel tentativo di infettare persone sia tramite contatto diretto che tramite inoculazione di muco e sangue – ma gli sperimentatori non furono in grado di dimostrare alcune infezione tramite questi metodi.

Si può vedere come ogni nuova pandemia di influenza corrisponda ad un nuovo avanzamento nella tecnologia elettrica, come per esempio per l’influenza asiatica del 1957-58, che si manifestò in conseguenza di un potente sistema di sorveglianza radar, e l’epidemia dell’influenza di Honk Kong nel luglio 1968, che seguì la messa in funzione di 28 satelliti militari per la sorveglianza dello spazio all’altezza delle fasce di Van Allen, che ci proteggono dalla radiazione cosmica.

  • L’involucro elettrico della terra

Con un nucleo che si compone principalmente di ferro, la terra ruotante è protetta dalla ionosfera, poi la plasmasfera – delimitata dalle fasce di Van Allen ad un altitudine tra i 1’000 ed i 55’000 km – e dalla sua coda: la magnetosfera, che è esposta ai venti solari che originano nel nostro sole e costituiscono una sorta di dinamo, un sistema elettrico complesso. Gli scambi di elettricità tra la crosta terrestre, l’atmosfera e anche la ionosfera sono permanenti e costanti. Si trovano in un equilibrio delicato, ed una sorta di “respirazione” elettrica di tutto il sistema ha permesso alla vita di svilupparsi sul nostro pianeta, che è caricato con ioni negativi ed equilibrato dalla ionosfera che è carica positivamente. È possibile misurare un campo elettrico medio dell’ordine di 130 volt per metro con valori che possono salire fino a 4’000 volt al metro durante una tempesta. Nel 1953 fu scoperto uno dei parametri principali dell’oscillazione elettrica del nostro ambiente nella forma delle frequenze di (Winfried) Schumann, che “respirano” a 7.83 Hertz, con armoniche a 14, 20, 26, 32 Hz, chiamate frequenze molto basse (Very Low frequencies – VLF).

Non c’è da stupirsi che gli organismi che vivono in questo ambiente sono permeati da questi valori fisici e che, per esempio, i ritmi del nostro cervello si trovano in queste bande frequenziali – come le onde Alfa che si trovano tra gli 8 ed i 13 Hz. Gli uomini percepiscono le frequenze visibili – tra il blu ed il rosso – dello spettro elettromagnetico, ma alcuni animali sono capaci di vedere altre frequenze elettromagnetiche – come le api, che possono vedere le frequenze ultraviolette, o le salamandre e i pesci gatto che possono vedere frequenze elettriche basse, mentre i serpenti possono vedere l’infrarosso.

Esperimenti di laboratorio su criceti, per esempio, hanno mostrato che ridurre la temperatura e accorciare la durata della luce diurna non era sufficiente per farli andare in letargo. In maniera analoga, criceti cresciuti in gabbie di Faraday si rifiutavano di andare in letargo, anche se i parametri di luce e temperatura corrispondevano a quelli dell’inverno, finché la protezione non veniva rimossa. Vennero fatti altri esperimenti, come quelli fatti all’istituto Max Planck nel 1967 dal fisiologo Rütger Wever, che utilizzava due stanze interrate senza finestre o altri contatti esterni – una schermata da campi elettromagnetici naturali, l’altro no. Venne mostrato come nella stanza schermata, i ritmi circadiani dei volontari si desincronizzavano e potevano variare tra le 12 e le 65 ore, accompagnati da disturbi metabolici, mentre i soggetti nella camera immersa nel campo terrestre mantenevano un ritmo coerente di circa 24 ore ed il loro metabolismo continuava a funzionare in modo più normale. È stato dimostrato scientificamente che un organismo vivente ha bisogno di essere immerso nel sistema elettromagnetico del nostro ambiente naturale per funzionare correttamente.

Inoltre, l’agopuntura, il metodo antico utilizzato nella medicina tradizionale cinese, funziona utilizzando le nostre proprietà elettriche e modificando il flusso energetico dei meridiani. Si sa da un po’ di tempo (dagli anni 1950) che questi meridiani corrispondono a circuiti elettrici e che il Chi (Qi) cinese corrisponde al concetto di elettricità. Questi meridiani hanno due funzioni: non solo trasportano informazione ed energia da un organo interno del corpo all’altro, ma fungono anche da antenne che rilevano i flussi dell’energia elettromagnetica ambientale.

All’inizio degli anni 1970, fisici atmosferici scoprirono che il campo magnetico terrestre era significativamente disturbato dall’attività elettrica umana. Inviando un segnale nello spazio e catturando il suo eco, fu scoperto che il segnale iniziale era di fatto stato modificato da multipli dei 60 Hz della rete elettrica utilizzata in nord America.

Malgrado ciò, questa scoperta non impedì la realizzazione del progetto HAARP, atto a modificare deliberatamente le proprietà elettromagnetiche del nostro pianeta.

In maniera simile, le fasce di Van Allen che ci proteggono dai raggi cosmici sono già state modificate dalla nostra attività elettrica – e potrebbe essere che queste doppie fasce originariamente fossero una fascia singola la quale, sotto l’influenza delle emissioni umane di cariche elettriche nello spazio, sia stata distrutta nel suo centro.

Osservazioni satellitari mostrano che la radiazione emessa dalle linee di alta tensione spesso ha l’effetto di sopprimere la radiazione naturale dei fulmini.

Alla luce di questi fatti è logico concludere che le pandemie di influenza nei recenti decenni sono collegate all’attività elettrica umana.

  • Le porfirine e la base della vita

Qualsiasi trasformazione di energia nel dominio della biologia implica le porfirine (pigmenti composti da quattro molecole di pirrolo). Il fatto che i nostri nervi sono in grado di funzionare in modo adeguato è grazie alle porfirine che giocano un ruolo nei processi cellulari. Sono molecole speciali che fungono da interfaccia tra l’ossigeno e la vita. Queste molecole sono altamente reattive e interagiscono con metalli tossici o elementi sintetici derivati dal petrolio, e con campi elettromagnetici i quali, quando sono in eccesso, causano porfiria, che è piuttosto una sensibilità ambientale che non una malattia.

Le ricerche del dottor William E. Morton mostrarono che il 90% delle persone con sensibilità chimica multipla (MCS) hanno deficienza in uno o l’altro tipo di enzimi di porfirina, come pure le persone elettroipersensibili – il che significa che le due forme di sensibilità sono solo diverse manifestazioni, ma hanno la stessa causa. La porfiria, che fu scoperta nel 1891, affligge circa il 10% della popolazione ed apparve nello stesso periodo in cui avvenne l’elettrificazione generale del mondo occidentale a partire dal 1889.

Le porfirine hanno un ruolo centrale negli effetti dell’elettrosmog perché non solo causano EHS, MCS o porfiria, ma sono responsabili anche delle malattie cardiovascolari, del cancro, del diabete, come pure in una moltitudine di processi energetici biologici.

Negli anni 1960, i biologi Allan Frey e Wlodzimierz Sedlak mostrarono che il nostro organismo ha senza dubbio una componente bioelettronica, e che alcune delle nostre cellule talvolta si comportano come conduttori o condensatori o semi-conduttori (transistor), come i componenti che si trovano negli apparecchi elettronici. Questo è il caso con la mielina – la guaina che ricopre i nervi – che contiene porfirina legata a zinco. Se veleni ambientali come prodotti chimici o metalli tossici colpiscono questo equilibrio, la guaina mielinica viene danneggiata alterando l’eccitabilità dei nervi che racchiude. L’intero sistema nervoso diviene quindi iper-reattivo a stimoli di ogni genere, quali i campi elettromagnetici. Il sistema entra in uno stato di instabilità divergente, l’effetto diviene la causa.

Contrariamente alla visione che considera i mitocondri quali elementi della cellula che producono energia, il concetto della guaina mielinica quale mitocondrio gigante sta iniziando ad acquistare credito.

La connessione tra porfiria e zinco è stata scoperta negli anni 1950 da Henry Peters della Wisconsin Medical School. I pazienti che soffrivano di porfiria e con sintomi neurologici espellevano grandi quantità di zinco nelle urine, fatto che lo condusse all’idea che la chelazione dello zinco potesse migliorare le loro condizioni. Riuscì effettivamente ad osservare dei miglioramenti, malgrado la diffusa credenza che la deficienza da zinco fosse in relazione a disturbi specifici. In modo analogo, alcuni esperimento hanno mostrato che la chelazione dello zinco migliora il morbo di Alzheimer. Un team di medici australiani ha dimostrato in autopsie che il cervello dei pazienti con il morbo di Alzheimer contenevano 2 volte la quantità di zinco rispetto a quello di persone sane.


Seconda parte

…fino al giorno d’oggi

  • Cuore irritabile

Nel 1980 l’arresto cardiaco in giovani atleti era una cosa rara, con solo 9 casi all’anno. Da allora, i casi sono costantemente aumentati del 10% all’anno fino al 1996, quando la crescita è raddoppiata con 64 casi, salendo ulteriormente a 66 l’anno seguente e a 76 nell’ultimo anno dello studio. La comunità medica americana non riuscì a trovare alcuna spiegazione per questo, mentre in Europa nel 2002 medici tedeschi lanciarono un appello chiedendo una moratoria sulle antenne e sui ripetitori dei cellulari, perché le onde che emettevano causavano disturbi cardiovascolari. Era l’Appello di Freiburg.

Il dottor Samuel Milham, un epidemiologo al Washington State Department of Health, mostrò col suo lavoro che le malattie cardiovascolari, il diabete ed il cancro sono principalmente, se non completamente causati dall’elettricità.

Paradossalmente, studi sul colesterolo fatti all’inizio del ventesimo secolo non mostravano che livelli alti di colesterolo fossero correlati con un maggior rischio di malattie al cuore – contrariamente a quanto viene oggi considerato un fatto. Uno studio sugli animali dello Zoo di Filadelfia mostrò come tra il 1916 ed il 1964 i livelli di colesterolo nei mammiferi e negli uccelli crebbe di un fattore tra 10 e 20 volte anche se la loro dieta era rimasta completamente invariata! L’unico parametro che era cambiato drammaticamente era l’aumento delle frequenze radio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, una certa quantità di soldati cominciarono a lamentare sintomi simili a quelli della neurastenia. Inizialmente si credette, in accordo con la dottrina di Freud, che questi soldati soffrissero di problemi di ansia; ma uno studio di 144 casi fa condotto dal dottor Mandel Cohen. Lo studio rivelò che i soldati erano di fatto fisiologicamente meno resistenti e soffrivano di cuore irritabile. Avevano difficoltà ad assimilare ossigeno e dovevano respirare due volte più rapidamente dei loro compagni in migliori condizioni di salute per assorbire sufficiente ossigeno. Emerse che i loro mitocondri non funzionavano in modo efficiente. Alla fine lo studio mostrò che questi soldati erano ipersensibili in senso generale, ma in particolar modo all’elettricità.

A partire dal 1950 scienziati nell’Unione Sovietica osservarono che le frequenze radio alteravano gli elettrocardiogrammi di individui che vi erano esposti, e modificavano l’efficienza dei mitocondri.

Grafici che mostrano le statistiche dei tassi di mortalità a causa di malattie del cuore in relazione al grado di elettrificazione degli stati americani tra il 1931 ed il 1940 sono molto espliciti e non lasciano dubbi sulla tossicità dei campi elettromagnetici per il cuore, esonerando in questo il colesterolo e le diete considerate troppo ricche di grassi.

  • La trasformazione del diabete

A Thomas Edison, che era coinvolto in scoperte relative alla tecnologia elettrica e quindi era molto più esposto a campi elettromagnetici dei suoi contemporanei, venne diagnosticato il diabete – una malattia rara nel 1889. Un altro ricercatore, Alexander Graham Bell, che lavorava nel campo delle telegrafia e inventò il telefono, era risaputo lamentarsi costantemente dei sintomi della neurastenia, conosciuta oggi come EHS. Nel 1915 anche a lui venne diagnosticato il diabete.

Nel 1876 il libro Disease of Modern Life (Malattie della vita moderna) di Ward Richardson descrive il diabete come una rara malattia moderna causata dall’esaurimento mentale a causa del troppo lavoro o a causa di uno shock al sistema nervoso.

L’eccessiva assunzione di zuccheri tossici che creano dipendenza nella nostra dieta moderna naturalmente fornisce una spiegazione conveniente del perché il diabete, incluso il pre-diabete, interessa più della metà degli americani oggi. Ma questa spiegazione è troppo semplicistica.

Il dottor Even Joslin mostrò che tra il 1900 ed il 1917 l’assunzione di zuccheri era aumentata del 17% mentre la mortalità da diabete era raddoppiata. Più tardi, nel 1987, uno studio sui nativi americani mostrò tassi di mortalità da diabete molto diversi, a seconda del territorio, e che andavano dal 7 per mille nel nord-ovest fino a 380 per mille in Arizona! Durante quegli anni, né lo stile di vita come neppure la dieta potevano spiegare una tale divergenza. Un fattore ambientale però può spiegare questa differenza: l’elettrificazione delle riserve dei nativi americani procedeva a velocità diversa, e quelle del nord-ovest erano solo state elettrificate molto più avanti. In contrasto, la riserva dell’Arizona si trova nelle immediate vicinanze di Phoenix. Inoltre, questa comunità di nativi americani aveva il suo proprio impianto di generazione di elettricità ed il suo proprio sistema di telecomunicazione.

Un altro esempio è la popolazione del Brasile – uno dei principali produttori di zucchero per secoli, dove il diabete era ancora sconosciuto nel 1870, quando era già emerso come malattia della civilizzazione in nord America. Pure oggi, i brasiliani consumano 70 kg di zucchero raffinato all’anno a persona, di più dei nord-americani: malgrado ciò, hanno ancora due volte e mezzo meno casi di diabete che gli USA.

In Bhutan il diabete era virtualmente inesistente fino al 2002, data dopo la quale è iniziata l’elettrificazione del paese. Nel 2004, furono annunciati 634 nuovi casi di diabete, nel 2005 – 944, nel 2006 – 1’470 e nel 2007 – 2’540 con 15 morti. Nel 2012 ci furono 91 morti ed il diabete era l’ottava causa di morte nel paese, anche se la dieta della gente non era cambiata!

Come abbiamo visto nel capitolo precedente, l’elettrosmog quando agisce sui mitocondri previene l’efficiente utilizzo degli zuccheri assorbiti, cioè la combustione dello zucchero. Lo zucchero che non può essere convertito in energia meccanica viene accumulato come grasso dal corpo.

Grafici statistici per i tassi di mortalità del diabete, valutati sulla base del grado di elettrificazione degli stati americani tra il 1931 ed il 1940 sono anche molto espliciti e non lasciano dubbi sul ruolo dei campi elettromagnetici nell’apparizione del diabete su larga scala, parzialmente esonerando in questo modo il consumo di zuccheri.

Nel 1997 c’è stato un aumento del 31% nel numero di casi di diabete negli Stati Uniti in un singolo anno, che coincide precisamente con l’introduzione di massa dei telefoni cellulari nel paese.

  • Il cancro e il deficit della vita

Nel febbraio 2011 la Corte Suprema d’Italia ha accusato il cardinale Roberto Tucci, presidente uscente di Radio Vaticano, di avere creato un disturbo pubblico inquinando l’ambiente con frequenze radio per negligenza. Infatti, nel periodo dal 1997 al 2003 i bambini che vivevano entro 12 km di raggio dalle antenne della radio avevano tassi di leucemia, di linfoma e di mieloma otto volte più alti di coloro che vivevano più lontano. Lo stesso valeva per gli adulti, con tassi 7 volte più alti.

Il dottore e professore tedesco Otto Heinrich Warburg, vincitore del Premio Nobel per la medicina nel 1931, mostrò che il cancro è una regressione delle cellule private di ossigeno, fatto che le porta a moltiplicarsi in modo anarchico, come in un mondo primordiale dove l’ossigeno non era presente ai livelli di oggi. La privazione iniziale di ossigeno è dovuta ad una disfunzione dei mitocondri – fatto che, come abbiamo visto, può essere causato da campi elettromagnetici ed altri inquinanti quali il fumo, i pesticidi, gli additivi alimentari e l’inquinamento dell’aria. Lo stesso principio di deficienza di ossigeno nelle cellule si applica al diabete, ragione per la quale vi è un tasso di cancro maggiore tra i diabetici che nel resto della popolazione.

Nello Zoo di Filadelfia, tra il 1901 ed il 1955, si osservò un aumento dei tassi di tumori maligni tra i mammiferi. Questi variavano tra il doppio e 22 volte di più durante quel lasso di tempo.

Le statistiche di morti per cancro mostrano una chiara correlazione tra l’elettrificazione delle nazioni ed i tassi di cancro. Per esempio, negli USA il tasso era 6.6 per mille dal 1841 al 1850. In seguito è più che raddoppiato tra il 1851 ed il 1860, con un tasso di 14 per mille. La vera spiegazione di ciò può essere trovata con la diffusione di massa del telegrafo nel 1854.

Nel 1914 c’erano 2 casi di morti per cancro nella popolazione di 63’000 nativi americani che vivevano nelle riserve non elettrificate, mentre nel resto del paese la mortalità per cancro era 25 volte maggiore.

Tra il 1920 ed il 1921, in seguito all’introduzione delle prime stazioni radio AM, la mortalità per cancro crebbe tra il 3 ed il 10% nei paesi occidentali.

I ricercatori svedesi Olle Johansson e Orjan Hallberg hanno mostrato una chiara correlazione tra i tassi di cancro al seno, alla prostata ed ai polmoni e l’esposizione della popolazione alle frequenze radio. Mostrano significativi incrementi nei tassi negli anni 1920, 1955, 1969 ed una diminuzione (!) nel 1978, date che corrispondono rispettivamente all’aumento dell’elettrosmog dovuto all’introduzione delle radio AM, della radio FM e TV1, l’arrivo del colore con TV2, e poi l’interruzione delle trasmissioni AM. Gli stessi ricercatori hanno anche trovato una chiara correlazione lineare tra il numero di trasmettitori FM in ogni regione e l’incidenza di melanomi, con le zone più esposte che hanno 11 volte più melanomi rispetto alle “zone bianche”. Scoprirono anche che i melanomi appaiono raramente in quelle parti del corpo più esposte al sole, come la fronte, il naso, le spalle ed i piedi, ma più spesso in quelle aree del corpo normalmente protette dal sole. Inoltre, la proliferazione del cancro alla pelle avvenne prima dell’introduzione della moda delle vacanze al mare, durante le quali l’esposizione al sole è intensa. Questo mostra che i melanomi non sono causati principalmente dal sole, ma dalle frequenze radio.

I grafici statistici dei tassi di mortalità per cancro come pure per diabete e malattie cardiovascolari, analizzati in base al grado di elettrificazione degli stati americani nel 1931 e nel 1940 sono anche molto espliciti e non lasciano alcun dubbio che i campi elettromagnetici hanno avuto un ruolo nell’aumento dei casi di cancro.

Dati genuini sui tumori al cervello sono difficili da trovare perché le lobby dei telefoni cellulari hanno infiltrato questo campo per decenni onde fornire studi tendenziosi. Uno dei loro studi mostra addirit