Eclissi e congiunzione Giove/Saturno



In queste ultime settimane mi è capitato di imbattermi in articoli che parlano delle eclissi di Luna e Sole e dell’imminente congiunzione Giove – Saturno del 21 dicembre.

Mi sento in dovere di fare delle precisazioni, dato che mi occupo di Astrologia Vedica e sono consapevole del fatto che le posizioni comunicate in questi articoli non corrispondono alla realtà.

E’ un dato misurabile e verificabile da chiunque e con mezzi disponibili online

(basta scaricare gratuitamente Stellarium dal sito www.stellarium.org),

che le posizioni dei corpi celesti all’interno dello Zodiaco sono alterate di circa 22 gradi rispetto alle effemeridi utilizzate dall’astrologia occidentale.


La spiegazione è molto semplice: quella che in origine era la Madre di tutte le Scienze, la Scienza delle Stelle, è stata scissa con il passare del tempo in due discipline distinte e polari.

L’Astronomia da un canto, che è rimasta nell’ambito delle scienze ufficiali e a cui sono state dedicate risorse economiche per portarne avanti lo studio; l’Astrologia dall’altro, che a partire dal 1600 è stata sminuita, proibita e relegata a stupida superstizione, da parte di quella stessa chiesa che fino ad allora l’aveva ampiamente impiegata. Alla Sapienza di Roma esisteva infatti una cattedra di Astrologia fondata da Leone X (1475-1521).


Questa scissione ha fatto sì che si perdesse di vista l’unitarietà di questa antica Scienza, lasciando passare sotto gli occhi di tutti un fatto evidente e clamoroso. L’astrologia occidentale è rimasta “congelata” al punto di primavera (l’equinozio del 21 marzo) che vedeva il Sole sorgere nel segno dell’Ariete, cosa che accadeva fino a 2000 anni fa, tralasciando la conoscenza astronomica del movimento precessionale dell’asse terrestre, che comporta un diverso punto di primavera ogni 2000 anni circa.

(per maggiori dettagli https://www.openyoureye.net/single-post/differenza-fra-astrologia-vedica-ed-astrologia-occidentale)


La conseguenza dell’aver ignorato questo dato astronomico nella pratica astrologica, ci ha portati oggi ad avere uno sfasamento fra il sistema occidentale e quello indiano di quasi 22 gradi. Dato che ogni segno zodiacale misura 30 gradi, capite che stiamo parlando di quasi un intero segno zodiacale di differenza.

Per fare un esempio: il Sole non sorge più in Ariete dal 21 marzo al 20 aprile, bensì dal 13 aprile al 13 maggio. Questo è il motivo per cui chi fa la lettura “reale” del proprio Tema Natale (l’interpretazione della fotografia del cielo al momento della nascita) secondo l’Astrologia Vedica, si vede spesso retrocedere il Sole e tutte le altre posizioni astrologiche di un segno (a dipendenza dei gradi in cui si trovavano i corpi celesti alla nascita).


Ecco quindi il motivo per cui la recente eclissi di Luna del 30 novembre 2020 è stata collocata in Gemelli anziché in Toro e perché la congiunzione Giove – Saturno viene fatta cadere in Acquario e non in Capricorno come sarà nella realtà.


Per molti anni ho giustificato questo fatto, ritenendo che lo zodiaco tropicale utilizzato dal sistema occidentale, fosse comunque valido e si concentrasse più sul rapporto fra Terra/Sole che non su quello Terra/Stelle come fa lo zodiaco siderale. Ultimamente però sto iniziando a pensare che non sia stata una “svista”, bensì un fatto intenzionale, mirato a screditare ancora di più quest’antichissima Scienza. E’ vero infatti che lo studio del proprio Tema Natale secondo l’astrologia occidentale non è affatto da buttare via, ma di tutti i Temi Natale studiati in questi anni, mi sono sempre sentita dire dai diretti interessati che la visione orientale era sentita come più vera, profonda e calzante. Perché quindi precludersi di utilizzare uno strumento così potente come l’Astrologia al pieno delle sue potenzialità? E’ mio intento continuare a sottolineare e portare alla luce le differenze fra i due sistemi, esclusivamente per amore della Verità.

Io stessa anni fa sono partita dallo studio dell’astrologia secondo il sistema occidentale, ma quando ho scoperto Jyotish, l’Astrologia Vedica, ho subito capito di trovarmi di fronte a qualcosa di veramente portentoso.


Tornando ai recenti movimenti astrologici.

L’eclissi è un fenomeno che si crea quando i nodi lunari (i punti di intersezione fra l’orbita della terra intorno al sole e quella della luna intorno alla terra) sono allineati con Luna e Sole.

Dal primo ottobre 2020 i nodi lunari, che in Astrologia Vedica si chiamano Rahu (nodo nord) e Ketu (nodo sud), si sono spostati dalla precedente posizione Gemelli/Sagittario a quella attuale Toro/Scorpione (i nodi si spostano ogni 18 mesi circa) che è fra l’altro particolarmente significativa (https://www.openyoureye.net/single-post/1-ottobre-2020-nodi-lunari-toro-scorpione).

L’eclissi di Luna del 30 novembre si è compiuta in Toro, non in Gemelli, quando la Luna si è trovata in opposizione al Sole che si trovava in Scorpione, non in Sagittario.


Ripeto che è sufficiente scaricare un qualunque programma di osservazione astronomica del cielo in tempo reale per constatarlo, o ancora meglio munirsi di telescopio e osservare il cielo direttamente con i propri occhi. Ritengo sia fondamentale per chiunque si avvicini allo studio dell’Astrologia, conoscere almeno le basi dell’Astronomia e saper distinguere le costellazioni zodiacali e i pianeti a occhio nudo.


Allo stesso modo la prossima eclissi di sole che si verificherà il 14 dicembre, quando la Luna sarà congiunta al Sole, accadrà nel segno dello Scorpione e non del Sagittario.

Questo altera il significato di ciascun evento, perché ogni segno zodiacale ha caratteristiche proprie ed uniche.

L’eclissi di Luna del 30 novembre ha dato origine ad un’energia particolarmente ostacolante. La luna rappresenta simbolicamente la nostra Anima, intesa come l’insieme del nostro vissuto emotivo e sentimentale (simpatie/antipatie, gioie/dolori) e in questo caso è stata eclissata nel suo segno favorito il Toro, dove peraltro è esaltata. La spinta a costruire qualcosa di nuovo e migliore, è stata soffocata dall’ombra della terra proiettata dal sole in Scorpione, segno di profonda trasformazione e indice di debito karmico. Il karma si proietta sul vissuto materiale (la Terra) e oscura l’anima. Sono stati giorni intensi, di energia molto pesante.


Il 14 dicembre sarà la volta dell’oscuramento del Sole, che rappresenta lo Spirito, la parte più elevata della nostra costituzione energetica. E’ chiaro che ciascuno di noi può vivere questi avvenimenti in modo diverso a seconda di come sta vibrando energeticamente in quel momento. È il principio secondo cui tratto anche l’analisi dei transiti: sappiamo quando un Pianeta toccherà un determinato settore della nostra vita, ma la reazione a quel passaggio dipende da come in quel momento siamo “accordati”. Immaginate il Pianeta come un grande dito che pizzica una determinata corda (una delle dodici case astrologiche), il risultato dipenderà da come abbiamo accordato quel settore, se lo stiamo vivendo con vibrazioni alte oppure materialistiche.

Questo è il bello dell’Astrologia: ci dà indicazioni precise lasciandoci comunque la libertà di rispondere secondo il nostro libero arbitrio.


Il 21 dicembre ci sarà infine l’attesa congiunzione fra Giove e Saturno. Si tira in causa l’era dell’Acquario, collocando erroneamente i due Pianeti nel segno successivo alla loro attuale posizione, che è il Capricorno.


Secondo l’Ayanamsha da me utilizzata (il valore esatto di differenza fra il punto di primavera di 2000 anni fa e quello attuale) l’esatta congiunzione si verificherà alle 16:15 del 21 dicembre 2020 a 6 gradi e 51 primi del Capricorno, in quel momento la forza di Saturno sarà enorme, dato che si trova nel suo segno di domicilio, e molto bassa quella di Giove, che nel Capricorno risulta debilitato.


Per comprendere appieno il significato di questo evento occorre tenere in considerazione anche il Chakra associato al segno del Capricorno, che è il I Muladhara (corrispondente a Saturno, governatore del Capricorno). E’ dall’ingresso di Saturno nel suo segno, il 15 gennaio 2020, che tutti noi, a livello mondiale, siamo sollecitati proprio sulle nostre paure più profonde: quelle della sopravvivenza, racchiuse nel I Chakra. Ecco il perché della sempre più profonda spaccatura fra gli esseri umani, stiamo prendendo due direzioni diametralmente opposte: chi si lascia andare alla paura della morte fino al punto da negarsi la vita stessa, e chi invece procede con sempre più fiducia e amore.