I 12 sensi – II parte

Dopo aver esaminato nel post I 12 sensi – I parte, il primo gruppo di quattro sensi: tatto, vita, movimento ed equilibrio, che sono i cosiddetti Sensi Inferiori rivolti alla conoscenza di noi stessi, passiamo ora alla scoperta del secondo gruppo.

Steiner li definisce Sensi Mediani; sono sensi rivolti questa volta alla conoscenza di ciò che è fuori di noi, la natura esterna e ci mettono in relazione con essa.

Per rintracciarli partiamo sempre dalla domanda “Che cosa ho da conoscere della natura intorno a me e attraverso quale senso lo posso fare?”.


Della natura posso percepire gli odori attraverso il senso dell’OLFATTO e far così entrare dentro di me una parte di ciò che è fuori. L’odore parla dell’intima natura di ciò che lo produce. Pensiamo a quanto sia profumato un fiore, che è l’espressione più alta e raffinata della pianta e a quanto invece la stessa pianta possa maleodorare quando sta marcendo. Che ci sia un nesso sottile fra odore ed oggetto che lo produce è anche evidente nel detto “Questa cosa/persona mi puzza...” oppure “Sento puzza di bruciato in questa situazione”. Questi modi di dire denotano il nesso tra olfatto e sfera animica.

I sensi mediani sono proprio per questo motivo definiti anche sensi del sentimento.

É inoltre interessante notare che abbiamo la possibilità di sentire l’odore soltanto di ciò che si trova in stato gassoso e non a caso, nella corrispondenza fra i 12 sensi ed i segni dello zodiaco, il senso dell’olfatto corrisponde al segno dell’Acquario che è un segno d’aria fisso.


Un altro modo per ricevere informazioni sulla natura intorno a noi è cogliendone i sapori, naturalmente attraverso il senso del GUSTO. In questo caso possiamo gustare solo ciò che è stato trasformato in elemento liquido (per le cose solide interviene infatti la saliva ad umidificarle) e ancora una volta troviamo una corrispondenza fra teoria dei sensi ed astrologia: il senso del gusto è associato al segno dei Pesci che è un segno d’acqua mobile.

Che cosa ci dovrebbe comunicare il senso del gusto? Se ciò che stiamo per ingerire è sano oppure dannoso per il nostro organismo. Pensiamo agli animali: prima di mangiare qualcosa lo annusano e se capita loro di ingerire qualcosa di nocivo semplicemente lo vomitano. Noi uomini invece siamo arrivati ad un tale punto di corruzione del senso del gusto, che siamo in grado non solo di mangiare cibo-spazzatura ma di affermare addirittura che sia buono! Questo è il motivo per cui Steiner definisce il senso del gusto il senso più corrotto. Si tratta quindi di un senso che va rieducato e se pensiamo al suo risvolto morale ne abbiamo conferma: non si può certo dire che attualmente nella nostra società dilaghi il buon gusto. Avere buon gusto o cattivo gusto, sono modi di dire che sottolineano ancora una volta la valenza animica che attribuiamo a questo senso.


Luce e colori sono altri elementi che abbiamo la possibilità di percepire grazie ad un senso formatosi appositamente: il senso della VISTA. Educarlo a percepire anche le sfumature più lievi di colore, si rivelerà vantaggioso quando crescendo si trasformerà nella possibilità di percepire differenti sfumature di sentimento o pensiero, sia in noi stessi che negli altri.

Spesso pensiamo di fare un regalo ai bambini circondandoli di colori accesi, sia nell’arredo degli ambienti in cui vivono come la cameretta o l’aula dell’asilo, che nella scelta dei giocattoli. In realtà però così facendo non stiamo educando il loro senso della vista in formazione, che non ha la possibilità di imparare a distinguere colori più tenui e sfumati. Per farlo si possono proporre acquerelli a tinte naturali, che danno origine come per magia ad infinite sfumature di colore.


La temperatura delle cose è un’altra informazione che richiede per essere elaborata, la presenza di un senso specifico: il senso del CALORE.

Avere la possibilità di sperimentare diverse temperature, consentirà al bambino di percepirle crescendo anche dentro di sé, provando entusiasmo e calore umano per le situazioni che vivrà, oppure “freddezza” e quindi disinteresse. Se non lo educhiamo, il bambino rimarrà tiepido ed indifferente nel suo mondo del sentimento, essendo stato abituato a percepire sempre la stessa temperatura. Anche per questo motivo è assolutamente sano portare fuori i bambini anche quando piove nevica o c’è il vento. È un arricchimento al loro organismo sensorio oltre che garanzia di rafforzamento al loro stesso sistema immunitario.


Siamo così giunti all’ultimo gruppo di quattro sensi, chiamati da Steiner Sensi Superiori. Sono i sensi che ci permettono di percepire le altre persone e sono quindi fondamentali per i rapporti sociali. Sono definiti superiori perché propri dell’uomo tranne uno, il primo.

La particolarità della teoria dei sensi di Steiner si rivela con l’esposizione di questi quattro sensi. Essi sono infatti frutto del rispecchiamento dei quattro sensi inferiori. Vediamo come.


Il primo dei sensi superiori è quello che ci permette di percepire i suoni prodotti dagli altri: il senso dell’UDITO. Anche gli animali lo possiedono ed infatti è un senso che fa da ponte con quelli mediani. Ci rivela qualcosa di profondo sia della natura, quando i suoni provengono da essa, che degli esseri viventi che li producono. Steiner dice che è l’anima stessa di cose e persone a vibrare interiormente e a parlarci sotto forma di suoni.

Spesso infatti anche per verificare la qualità di un oggetto, come un bicchiere di cristallo ad esempio, lo facciamo risuonare. Siamo inoltre in grado di riconoscere lo stato d’animo di un essere vivente ascoltando i suoni che produce.

Il senso dell’udito è il rispecchiamento del senso dell’equilibrio. C’è un intimo legame fra orecchio ed equilibrio, è infatti risaputo che la sede dell’equilibrio umano è nell’orecchio interno.

Oltre a questo si può notare come si sia in grado di ascoltare veramente qualcosa o qualcuno soltanto nel momento in cui si mette a tacere se stessi e per riuscire a zittire i propri pensieri non è forse necessario equilibrio interiore? Non dimentichiamoci che anche i sensi inferiori hanno una doppia valenza, fisica ed interiore. L’equilibrio fisico corrisponde ad una capacità di equilibrio interiore e di conseguenza di ascolto. Pensate che nelle scuole steineriane il possesso di un buon senso dell’equilibrio è uno dei parametri per valutare la maturità scolare, se cioè il bambino sia pronto o meno per andare a scuola. Come abbiamo appena visto infatti, solo con un buon senso dell’equilibrio si avrà al contempo una buona capacità di ascolto. Come potrebbe un bimbo che non riesce ad ascoltare, seguire una lezione?


Il secondo dei sensi superiori invece, ci consente di comprendere il linguaggio di una persona, andando quindi oltre la musicalità della voce. Si chiama appunto senso del LINGUAGGIO.

Il senso dell’udito percepisce soltanto l’elemento acustico e musicale del linguaggio; pensate a quando vi ritrovate ad ascoltare qualcuno che parla una lingua che non conoscete: sentite soltanto dei suoni ma non potete comprenderne il linguaggio. Con il senso del linguaggio quindi posso entrare più profondamente in contatto con chi ho di fronte.