L’in-consapevolezza della Morte


Non posso più tacere questi pensieri che mi attraversano la mente da settimane ormai: l’essere umano è cosciente della sua mortalità? Ha dedicato del tempo a riflettere sull’unica certezza che abbiamo nella vita? Abbiamo un rapporto concreto con la morte, alla quale ci stiamo inevitabilmente avvicinando giorno dopo giorno?

I fatti che stanno accadendo mi spingono a rispondere negativamente. No, qui in Occidente la morte è ancora un tabù. Si vive spensieratamente come se fossimo immortali anche nel corpo, disonorando il bene più prezioso che possediamo: il tempo. Lo dimostrano le tante vite sprecate vivendo finte relazioni, svolgendo quotidianamente lavori per cui non si prova nessuna passione, alla ricerca di quella sicurezza che certamente non risiede nel denaro. E’ un’illusione, una bugia che ci si racconta per non prendere in mano la responsabilità delle proprie scelte, della propria vita.

Poi, improvvisamente e drammaticamente la morte entra nelle nostre vite: un lutto improvviso, un incidente, una malattia che minaccia la nostra incolumità, un virus… Ed ecco che di colpo siamo costretti a confrontarci con la morte ma dato che non abbiamo mai dedicato del tempo a conoscerla, l’unica cosa che possiamo fare è averne paura.

Penso che sia questo il nocciolo del problema in questo momento: la nostra non-relazione con “sorella Morte”, come la chiamava Francesco. Non abbiamo nemmeno consapevolezza di cosa sia la Vita. Siamo arroganti e presuntuosi: sfruttiamo smodatamente le risorse del Pianeta che ci ospita, crediamo di sapere tutto “perché la scienza ha dimostrato che…”, crediamo di poter gestire e controllare le nostre ed altrui vite. Tutto questo perché alla base abbiamo dimenticato chi siamo e da dove veniamo, abbiamo reciso il cordone ombelicale con il Cosmo, isolandoci nei nostri gusci neri di egocentrismo.

Se volgiamo lo sguardo indietro di alcune centinaia di anni, scorgiamo un’umanità ancora connessa all'Universo in cui siamo inseriti. Se poi ci spingiamo fino alle più antiche civiltà, abbiamo la prova evidente della loro connessione con il Cosmo. Ma questo rapporto con le energie celesti oggi viene ridicolizzato ed ecco a che punto siamo arrivati: abbiamo paura di vivere, perché non comprendiamo la creazione. Se recuperassimo questo legame, ci renderemmo conto che nulla avviene per caso nel creato, tutto ciò che esiste è frutto del disegno operato da un’intelligenza suprema, noi compresi.

Se usciamo dai nostri ego limitati possiamo rendercene conto: c’è un senso in tutto quello che accade, non siamo vittime della vita. Siamo stati creati dall'amore divino. Nasciamo nel momento giusto per noi, quando le energie cosmiche rispecchiano il mandala energetico che noi stessi avevamo disegnato nelle incarnazioni precedenti e moriremo quando sarà il nostro momento di ritornare a Casa. Se davvero fossimo coscienti di questo vivremmo in modo completamente diverso.

Accetteremmo qualunque avvenimento con la certezza che se sto vivendo quella data esperienza è per il mio bene supremo, perché ho una lezione da imparare ma siccome non siamo studenti modello, l’Universo che ci ama incondizionatamente, è costretto a ricorrere a volte alle maniere forti per spronarci ad impararla. Qualunque attaccamento esagerato che ci condiziona la vita va lasciato andare, che sia al denaro, alle relazioni, al potere.

Perché? Perché fino a che siamo attaccati a qualcosa al punto da ritenere che non saremo mai felici senza, non siamo liberi. La libertà è il vero traguardo da raggiungere. Come pensate che si senta una persona che si è liberata dalla paura di morire, perché è consapevole del fatto che l’esperienza terrena è un’ottima scuola per la crescita del nostro Spirito ma non è TUTTO. Si sente libera e vive la vita appieno, al 100%, cosciente del fatto che questa incarnazione ha i giorni contati e non abbiamo il diritto di sprecarne nemmeno uno.

Quello che sta accadendo mi spaventa, non per la possibilità della morte, perché quella è una certezza per tutti, ciò che temo è che stiamo andando incontro ad una vita vissuta nella costante paura che qualcuno possa “contagiarci”, nell'isolamento e allo stesso tempo nel pieno controllo da parte dei burattinai che stanno orchestrando tutto questo orribile teatro. Non sarebbe più Vita, diventeremmo degli zombie ambulanti. Personalmente preferisco vivere nella piena Fiducia che morirò quando sarà il mio momento, godendomi appieno ogni giorno, piuttosto che rinunciare alla vita soltanto per paura di perderla.

Una cosa è certa, quello che sta accadendo nel mondo è l’ultima possibilità che abbiamo per prendere piena coscienza e responsabilità della nostra vita su questo Pianeta, sia come individui che come genere umano. E’ un’occasione preziosa, non va sprecata. Siamo ad un bivio, è’ arrivato il momento di fare la nostra scelta: intraprendere la via della Paura o quella della Fiducia? Fate il vostro gioco.