Verso un' Alimentazione Viva e Consapevole
- Monica Paggi
- 14 ore fa
- Tempo di lettura: 10 min
“L’Incantesimo prodotto dal cibo che il sistema ci propina, anestetizza i sensi, ottunde la mente e violenta l’Anima. E’ senza dubbio il più subdolo da smascherare e disinnescare, per questo la condivisione di queste tematiche è fondamentale:”

Cara Anima,
condivido qui il lungo percorso, che ha abbracciato decenni, verso un’alimentazione viva e consapevole.
Ancora una volta, come nel video dedicato alla metamorfosi attraverso la transizione al colore naturale dei capelli, l’intento non è quello di giudicare o creare schieramenti ma semplicemente di raccontare ad un’anima affine l’esperienza vissuta, con la speranza che ne possa nascere qualche spunto di riflessione o semplicemente arrivare un’informazione prima o poi utilizzabile.
Sin da bambina il mio rapporto con il cibo è stato del tutto particolare: non volevo mangiare. Costretta mio malgrado a farlo, sono cresciuta a pasta al ragù e bistecche impanate, sviluppando presto la tendenza a frequenti gastroenteriti.
Fino ai 20 anni ho mangiato male, tanto cibo spazzatura: merendine, patatine, dolciumi… finché il mio corpo a 23 anni si è ribellato con un’intossicazione alimentare così forte che ho deciso di cambiare rotta.
Da lì è iniziato un percorso di ricerca per provare a capire ma soprattutto sperimentare, quale fosse l’alimentazione migliore per l’essere umano, dato che era chiaro che questo tipo di educazione ci era stata preclusa.
Istintivamente ho eliminato la carne, mi ero accorta che mi rendeva ancora più nervosa ed irascibile, poi ho provato di tutto: macrobiotica, gruppo sanguigno, dieta vegetariana, alimentazione secondo le indicazioni di Rudolf Steiner, ho consultato diversi nutrizionisti e fatto esperimenti di ogni genere ma niente mi faceva sentire davvero bene.
Qualche anno fa mi sono arresa e ho deciso di cambiare strategia: anziché auto-ingabbiarmi in rigidi schemi alimentari (sono molto brava ad autodisciplinarmi fino allo stremo) ho voluto provare semplicemente ad ascoltare il mio corpo, non la pancia… ma tutto il corpo, inclusa l’anima.
Nel giro di un paio d’anni ho finalmente raggiunto l’obiettivo tanto ricercato: sentirmi bene nel mio corpo, con la pancia piatta, leggera e quella sensazione costante di energia pronta all’uso.
Sono certa che ciascuno di noi abbia il proprio percorso e le proprie vie da percorrere per raggiungere la meritata condizione di ben-essere, ma è così bello aver finalmente trovato una via che accorda non solo il corpo ma anche l’anima e lo spirito (ed è in particolare questo che desidero condividere), che non posso fare a meno di parlartene.
Sono stati due i libri che mi hanno motivata a sperimentare una vera e propria rivoluzione alimentare: Transurfing Vivo di Vadim Zeland e Alimentazione Naturale di Valdo Vaccaro.
Le loro argomentazioni risuonavano talmente tanto che mi sono detta “Voglio quantomeno provare per un periodo questo tipo di alimentazione, se è vero che in questo modo posso mettere il mio corpo, la mia mente e la mia anima, nelle condizioni migliori per esprimere appieno il loro potenziale”.
Giusto per darti un’idea dell’essenza di questi contenuti, presentati da Zeland e Vaccaro: soltanto attraverso un’alimentazione viva è possibile sgravare il corpo dal costante stato di intossicazione e consumo smodato di energia, per digerire l’indigeribile ed avere a disposizione quel surplus energetico che può permetterci di agire anche su piani più sottili dell’essere. Se il corpo è costantemente impegnato nel processo digestivo, tutta l’energia andrà sprecata nel basilare bisogno di mantenere in vita l’organismo ma se introduco cibo vivo facilmente digeribile, avrò a disposizione un quantitativo maggiore di energia giornaliera da impiegare nella meditazione, nella creatività, per essere più intuitiva e soprattutto più presente nel qui ed ora.
Detto fatto: ho svuotato frigorifero e congelatore da tutti gli alimenti “morti” e nel giro di pochi giorni mi sono ritrovata per la prima volta a desiderare di sedermi in meditazione e a praticare yoga.
Era chiaro a quel punto il nesso fra intossicazione del corpo e incapacità di gestire la mente ed il corpo.
Nel giro di poche settimane mi sono sentita più energica ma il fatto più stupefacente è stato il progressivo crescendo della chiarezza mentale. Trovavo soluzioni prima neanche immaginate, improvvisamente riuscivo a fare calcoli in cui nemmeno mi cimentavo e avevo la netta sensazione che fosse caduto un velo: vedevo la realtà con occhi nuovi, con uno sguardo più neutro, realista, libero da tutte le pippe mentali e le turbe emotive del passato.
A quel punto era ovvio: il corpo ha bisogno di cibo vero, vivo, non trattato chimicamente, industrialmente ma nemmeno troppo termicamente. Già perché quella che per me è stata la scoperta più scioccante è stato apprendere che anche il cibo troppo cotto e cucinato risulta morto ed indigesto, anche se si tratta di cibo biologico e naturale.
I gonfiori alla pancia sono spariti, l’attività intestinale si è regolarizzata completamente; così come è sparita l’allergia primaverile ai pollini che mi costringeva in casa per i mesi di maggio e giugno, la vista è nettamente migliorata, insieme a tutti gli altri sensi che si sono vistosamente raffinati (udito più fino, olfatto e gusto molto più sviluppati, tatto più sensibile che si converte poi in maggiore empatia) al pari dell’energia e intuizione e creatività hanno raggiunto livelli mai nemmeno sognati, per non parlare del grado di lucidità dei sogni ed altre esperienze extrasensoriali.
La sensazione era che si fossero come ridestati dei super-poteri che non sapevo di avere.
Per completezza ti mostro anche come il mio fisico si è trasformato ed asciugato attraverso il cambiamento di alimentazione che ho accompagnato con un intenso programma fitness quotidiano per la durata di un intero anno e che ora proseguo con pratiche yoga giornaliere.
Immagino ti starai chiedendo nella pratica cosa si intende per cibo vivo: frutta, verdura, semi, germogli (li coltivo in casa quotidianamente), noci.
Ad oggi, dopo due anni e mezzo dal momento in cui ho eliminato definitivamente ogni alimento di origine animale ed industriale, la mia dieta è composta da: mezzo litro di estratto di frutta e verdura preparato fresco ogni mattina insieme a due datteri medjoul; una seconda colazione di frutta; una terza di frutta secca (albicocche secche, fichi secchi, datteri); a pranzo un piatto di insalata con germogli, pomodori, noci di vario tipo (alterno le noci brasiliane alle noci pecan, alle macadamia), alghe ed erbe essiccate, olio e aceto di mele o melagrana (ho eliminato completamente il sale); una porzione di verdure appena scottate al vapore con un cereale (riso, grano saraceno, cous-cous, quinoa, bulgur, un chapati fatto in casa o una fetta di pane di pasta madre), il tutto insaporito sempre con semi, pinoli, erbe essiccate, olive, capperi, pomodori secchi ecc.; a merenda frutta secca o un bicchiere di succo di mela o un frutto e a cena, ma soltanto se ho davvero fame, una piccola porzione di crudo (finocchio o cetriolo) e un’altra porzione di verdure di stagione appena scottate al vapore, altrimenti salto e digiuno fino alla mattina seguente.
Per garantirmi un buon sonno la regola è di non mangiare più nulla dopo le 20.
Questo è solo un esempio ed è in continuo mutamento, un anno fa non mangiavo così e probabilmente fra un anno sarà ancora diverso.
Per completare l’excursus di libri letti e il processo ancora in divenire, voglio accennarti anche alla possibilità che il nostro corpo non abbia per forza necessità di assumere cibo solido; lo so, può sembrare assurdo ed impossibile ma se ci pensi non è altro che un lento e progressivo processo di purificazione e raffinazione dell’energia, delle frequenze di cui siamo composti e dell’organismo stesso che le abita.
Più aumenta la consapevolezza, meno bisogno il corpo ha di sostanze solide ed inquinanti e sempre più si predispone all’assunzione di energia. La fisica lo afferma da secoli ormai, che tutto è energia… perché allora stupirsi tanto di fronte all’affermazione che si possa vivere di prana? Ci sono persone che già lo fanno, esistono raduni mondiali e una di queste portavoci è Jasmuheen, che ha pubblicato Nutrirsi di Luce.
Nel mio piccolo sento come con il passare dei mesi, il corpo richieda quantitativi sempre minori di cibo. Se penso a quello che mangiavo 15-20 anni fa mi sembra impossibile… ad oggi introduco nel corpo un quinto probabilmente di quello che assumevo allora, forse anche meno.
Una cosa importante che ci tengo a sottolineare è la fase iniziale di disintossicazione che può portare ad un periodo, variabile da soggetto a soggetto, di apparente peggioramento, una crisi depurativa. Se non lo si sa, si rischia di pensare che la vecchia alimentazione fosse più adatta perché non dava problemi, mentre il cambiamento ha portato disturbi sgradevoli: eruzioni cutanee, mal di pancia, diarrea, odori del corpo… ciascuno avrà la propria sintomatologia, che fa parte del processo di disintossicazione: finalmente il corpo può dedicarsi alla pulizia dalle scorie accumulati per decenni e non perde certo tempo. A me è accaduto per una settimana di avere dolori a tutte le ossa: non riuscivo a fare quasi nulla e mi sono permessa di trascorrerla a riposa, da lì in poi non ho più avuto alcun disturbo.
Un’altra cosa che spesso sento dire è che la frutta gonfia… in realtà la frutta non gonfia se la si mangia a stomaco vuoto e senza mischiarla ad altro.
Per questo è importante portare avanti l’esperienza pratica accompagnata da letture mirate; senza le indicazioni trovate nel testo di Valdo come di altri autori, non sarei stata in grado da sola di affrontare questa rivoluzione alimentare, è un modo di alimentarsi talmente lontano da quello che ci è stato propinato dal sistema attraverso l’adattamento al cibo sintetico con effetto narcotizzante, che all’inizio sembra quasi impossibile da attuare.
Ricordo ancora la paura che avevo a “togliere” determinati alimenti, perché la mia mente era stata condizionata a pensare che fossero necessari (e conosciamo molto bene fino a che punto arriva il potere delle credenze) e la necessità di confrontarmi con persone che avessero già compiuto da tempo quel passo, come a ricercare la prova tangibile che davvero si potesse vivere senza determinati alimenti, per questo ti sto raccontando questo percorso, perché non è nulla di trascendentale, anzi al contrario, è questo ad essere naturale ed il resto ad essere disumano…
Ma come vincere la tentazione verso il piacere di mangiare qualcosa di non salubre ma goloso al palato? Semplicemente provando la sensazione di benessere ed energia costante che soltanto un’alimentazione viva e consapevole può garantire. Quei pochi minuti di piacere al palato non sono nulla in confronto al costante stato di benessere e alla sensazione stabile di energia e lucidità mentale.
A questo proposito, un altro fattore da considerare è quello legato alla spiacevole presenza di parassiti in tutto il nostro organismo: esseri che si nutrono di quel cibo nocivo e che generano essi stessi il desiderio di mangiarlo, arrivando a contaminare non solo la nostra mente ma anche il nostro stato d’animo, dato che amano cibarsi anche di quelle sostanze generate dagli sbalzi ormonali conseguenti crisi emotive di vario genere.
Me ne sono accorta perché nonostante mangiassi in modo assolutamente sano e vitale, capitava di rado che ricomparissero quei fastidiosi sintomi da candida, legati proprio a momenti di nervosismo o di forte emotività. Mi sono documentata e ho scoperto che si, i parassiti possono rimanere in qualche modo incistati e latenti nel nostro organismo, finché si ripresentano le cause ottimali per loro, il terreno fertile, il cibo per riprendere la loro attività… ma non si tratta soltanto di cibo fisico, bensì anche sottile, astrale, per questo uno stato di benessere costante e duraturo richiede la cura quotidiana su più fronti: non basta mangiare cibo vivo, occorre anche meditare per mantenere la mente pulita, fare tanto movimento fisico e avere uno stile di vita rilassante, fatto anche di momenti di riposo e creatività quotidiani.
Conclusa questa prima parte più pratica ed esperienziale, vorrei ora condividere alcune riflessioni e considerazioni emerse da questo processo, che è tutt’altro che concluso!
Una delle affermazioni che più mi aveva colpita nel periodo in cui ho studiato l’antroposofia di Rudolf Steiner, era stata quella relativa alla corruzione del senso del gusto, emersa dallo studio dei 12 sensi, ovvero l’organismo sensorio Steiner stesso. Si tratta di un argomento veramente affascinante, che ti condivido con piacere attraverso il documento che lascio sia qui nel blog del sito che nel Canale Telegram.
Il senso del gusto sarebbe appunto stato corrotto dal cibo alterato, dagli aromi sintetici aggiunti un po’ dappertutto, portando l’uomo a perdere questo fondamentale senso di orientamento per il proprio benessere. Gli animali annusano e capiscono se un cibo è adatto o meno a loro, gli uomini invece mangiano quotidianamente veleni e non se ne rendono nemmeno conto.
Crescendo il senso del gusto si trasforma nel senso più raffinato di “avere buon gusto” e che dire… basta guardarsi intorno per comprendere quanto sia stato alterato! Di cattivo gusto ce n’è ovunque, ma la cosa peggiore è che ormai è diventato normale.
La ricerca del piacere è data per scontata, senza chiedersi o mettere in discussione a cosa realmente porti. Mangiare e bere fino a perdere i sensi può risultare per certi versi piacevole per la parte istintuale, ma cosa accade dopo? Ci si sente pesanti, confusi… ne è valsa davvero la pena? Per non parlare poi del fatto che i piaceri possono trasformarsi in vere e proprie dipendenze che ci incatenano a vita.
Cos’è allora la libertà? Fare ciò che piace o ha piuttosto a che fare con la libertà di muoversi con maestria attraverso pensieri ed emozioni indotti dal sistema per imparare a discernere ciò che davvero contribuisce al nostro benessere da quello che semplicemente ci porta verso la malattia se non la morte precoce?
E’ necessaria un’operazione di purificazione su tutti i piani: fisica, animica e mentale.
Secondo la stessa Astrologia Vedica, saremmo fatti per vivere almeno un intero ciclo di periodi planetari, che equivale a 120 anni! Pensa quanto ci è stato tolto, soprattutto attraverso il killer più insospettabile e silenzioso: il cibo che mangiamo.
Tutto il cosiddetto cibo che non proviene da madre natura, dal mondo vegetale, non è cibo. Tutto il cibo industrializzato e processato è sintetico, anche se porta il marchio Bio/Vegan! Il cibo morto genera morte, il cibo vivo genera vita: è semplice.
Non si tratta di credere o meno a questo o quel medico o autore o chiunque sia, si tratta semplicemente di provare sulla propria pelle come ci si sente e adesso che si avvicina l’estate, potrebbe essere proprio il momento migliore per concedersi questo gioco, questo esperimento, anche solo per un paio di settimane: la vera motivazione al cambiamento viene dal sentire quell’energia che non si pensava di avere, l’unica via è provare, tenendo sempre conto della possibilità che soprattutto all’inizio, si presentino quei passeggeri sintomi sgradevoli dovuti alla disintossicazione di un organismo che per decenni, ogni giorno, si è visto introdurre cadaveri e cibo sintetico.
Infine l’aspetto più importante, quello legato all’Anima, al Cuore che ciascuno di noi ha ma che non tutti hanno ancora attivato: l’Amore e il rispetto per ogni creatura vivente.
Ricordo come io stessa fino a non troppi anni fa considerassi estrema la scelta vegana e giustificassi il mangiare cadaveri e componenti animali con il fatto che è una legge di natura, che è sempre stato così.
Ma quando il corpo si purifica, il cuore si apre e la visione si fa più cristallina, tutto appare sotto un’altra luce e sembra impossibile aver veramente pensato che fosse normale appoggiare con tacito assenso, lo sterminio di milioni di animali innocenti.
Si cambia prospettiva, ci si sposta letteralmente su un altro piano, si vedono le cose da un punto di vista più ampio e il cuore inizia finalmente a battere per la vita, non più contro di essa.
C’è già così tanta violenza, ci sono già così tante menzogne alla base di questo mondo malato.
Almeno noi, nel nostro piccolo, iniziamo ad essere coerenti con noi stessi e con la vita, smettiamo di raccontarcela.
Facciamo della Sincerità un valore fondamentale.
C’è già troppo sangue versato inutilmente, diventiamo il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo, incarniamo un autentico Essere Umano.
Ascolta il tuo corpo (non la mente, non l’istintuale piacere), lui sa di cosa ha bisogno.



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