Dal pensiero all’azione, passando per il Cuore



“Dal dire al fare, c’è di mezzo il mare” è un detto sul quale ho molto riflettuto negli ultimi anni. Ripensando alla tripartizione dell’essere umano proposta da Steiner: pensare, sentire e volere ne ho compreso il significato.


Tutte le persone che hanno un approccio evolutivo alla Vita, arrivano presto a “capire” con la mente quello che ci sarebbe da fare per migliorare la propria condizione. Si leggono libri ispiranti, si frequentano corsi interessantissimi e nella sfera del pensare, si ha veramente la sensazione di aver finalmente capito quale sia la strada da seguire. Il problema è che appunto, siamo nella mente. La mente è uno strumento fantastico, eccezionale, ma da sola non basta ad innescare un vero e proprio cambiamento. E’ il punto di partenza ma per passare all’azione serve altro.


Steiner parla di tre sfere che compongono l’essere umano: la sfera del pensare (la mente), del sentire (il cuore) e del volere (la forza di volontà che conduce all’azione sul piano materiale). Questa tripartizione è visibile nel nostro corpo. Alla testa corrisponde il pensare, al tronco il sentire e agli arti il volere.


La parte che fa da ponte fra il pensiero e l’azione è il sentimento. Questo è il motivo per cui nelle scuole steineriane, l’insegnamento è presentato sempre in chiave artistica. L’arte nutre la sfera del sentire, la creatività è diretta espressione dei nostri sentimenti e soltanto tenendo viva questa parte centrale del nostro essere, possiamo permettere alle altre due di comunicare.


Applicando questa visione al proverbio di partenza, il dire è il pensare, il fare è il volere e il mare? L’elemento acqua corrisponde alle nostre emozioni, sensazioni, al corpo astrale; ecco quindi che il mare rappresenta la sfera del sentire, del Cuore.


Ho conosciuto molte persone nell’ambiente antroposofico, che hanno letto e studiato con passione le conferenze di Steiner: conoscono tutte le gerarchie angeliche, i cicli evolutivi e le ere di sviluppo del nostro pianeta, sanno dei corpi sottili e della vita dopo la morte, eppure nella vita quotidiana non riescono ad applicare queste conoscenze e vivono scissi fra mente e volontà.


Quando ci si preoccupa troppo di conoscere, si dimentica il Cuore. E’ successo anche a me. I primi anni in cui frequentavo il corso di formazione in pedagogia steineriana non facevo altro che leggere le conferenze di Steiner. Ero totalmente affascinata da tutto quell’incredibile sapere e ne ho fatto una vera e propria indigestione per 7 anni. Poi ho dato spazio all’applicazione pratica dell’Astrologia Vedica, che avevo iniziato a studiare prima di incontrare l’antroposofia.


Entrare nelle dinamiche mentali, emotive e comportamentali delle persone, grazie allo studio del loro Tema Natale mi ha insegnato moltissimo. Incontravo sempre più persone che mi dicevano di “sapere” cosa fare ma di non riuscire mai a metterlo in pratica, se non per brevi periodi. E la stessa cosa vivevo su me stessa. Avevo capito da tempo in cosa avrei voluto cambiare ma non ci riuscivo mai del tutto. Dopo un po’ gli stessi problemi si ripresentavano uguali a prima.


Finalmente mi sono decisa a mettere in pratica il suggerimento di Steiner: lavorare sul Cuore. Ho ripreso passatempi artistici abbandonati da anni, per rimettere in moto la sfera del sentire e ho iniziato a prendermi cura di me stessa. Dal punto di vista fisico lo facevo già ma quello che mancava erano le piccole attenzioni quotidiane e soprattutto prendersi il Tempo. Il tempo di fare una passeggiata ogni giorno, di riposare, di fermarsi e soprattutto rallentare. La vita frenetica di prima in cui non c’era spazio per divertirsi ma solo per produrre, per dimostrare agli altri quanto fossi brava, ha lasciato spazio alla libertà di vivere giorno per giorno ascoltandomi. Ho smesso di “pensare” di essere qualcuno e mi sono concentrata sull’ ”essere” e basta. Tutto è cambiato.


La riaccensione del Sole interiore di cui parlavo ieri rappresenta la fase “digestiva” di tutte le cose imparate e pensate. Quando il Cuore si arrende al dolore provocato dal suo stesso essere messo da parte, l’energia in esso contenuta apre quel passaggio, quel ponte fra pensare e volere.

Il risultato è che tutto il sapere improvvisamente smette di essere astratto, scende dal piano mentale a quello materiale e diventa semplicemente ovvio. A quel punto si è pronti a viverlo nella realtà e non soltanto nei propri ideali.


Questo processo è così meraviglioso e gratificante che non posso fare a meno di augurarlo a chiunque. Per questo ho deciso di dedicarmi alla Lettura del Tema Natale delle persone, perché tutto per me, è partito da lì. Non si è trattato di leggere un libro scritto da un'altra persona, per quanto illuminata, o di seguire tecniche e consigli. Si è trattato di guardarsi finalmente allo specchio: senza veli né maschere, è stato come aprire il libro della mia Vita e leggere tutto quello che fino ad allora io stessa avevo impresso nel mio cammino, grazie alle esperienze vissute nelle varie incarnazioni. Ho preso coscienza del mio personale piano evolutivo ed è nata in me la fortissima motivazione a migliorare, ad evolvere, perché dalla Lettura sono emerse anche tutte le potenzialità nascoste che ancora non sapevo di avere.


La chiave del cambiamento è rappresentata dal Cuore, la motivazione per farlo è scritta nella nostra personale Mappa del Cielo.